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direttore Paolo Pagliaro

CALENDA: TRUMP FOLLE
AL MODO DI CALIGOLA

CALENDA: TRUMP FOLLE <br> AL MODO DI CALIGOLA

“Trump è un malato mentale, è ormai accertato. No, lo dico perché parliamo di una persona malata. Non ha misura, giudica gli altri sulla base dell'asservimento alle sue volontà. Ha un approccio da follie dell'imperatore” lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il leader di Azione Carlo Calenda che, commentando lo scontro tra il capo di Stato americano e il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, spiega che il tycoon “la considerava la sua vassalla e invece Meloni gli ha risposto. Sulla crisi di Hormuz si è tirata fuori e quando lui per la prima volta l'ha attaccata, lei ha reagito. Pensava di trovarsi davanti la sua cheerleader, così non è stato e questa cosa lo manda ai pazzi. E va a onore del premier italiano” e sul silenzio attuale della premier aggiunge che “deve tacere! Parliamo di un deragliato mentale. Dobbiamo essere consapevoli che gli Usa non ci sono più e non riguarda solo l'Italia, ma i Paesi europei in generale”. In merito alle tensioni alla vigilia del vertice Nato di Ankara, il senatore dichiara che il presidente statunitense “è arrabbiato con tutti i Paesi Nato, ma non sulla spesa militare, su cui avrebbe qualche ragione. L'Italia è gravemente deficitaria, aveva preso l'impegno di portare la spesa al 3,5% nel tempo e non lo ha mantenuto. Il suo furore deriva dal fatto che noi e gli altri Paesi Ue non lo abbiamo aiutato in Iran. Minacciava di cancellare una civiltà e invece è finita con la clamorosa sconfitta del pedaggio nello Stretto di Hormuz. Ci dobbiamo aspettare un Trump delirante, alla Caligola”, evidenziando poi sulla linea politica della premier che “è nel guado. Deve mollare le sue radici, dal momento che il movimento Maga ha mollato lei. E dovrebbe imboccare la via dell'europeismo federalista. Invece al vertice di Ankara deve essere confermato l'impegno biennale dei 170 miliardi europei per l'Ucraina e Meloni sta creando più problemi di tutti. È inaccettabile”, mentre sulle vicende italiane legate al Quirinale conclude sostenendo che “ha sbagliato per due ragioni. È un errore storico dire che ci sono stati solo presidenti di centrosinistra, basti ricordare Einaudi, Segni, Scalfaro, Cossiga. La seconda ragione è aver dato l'idea che al Colle voglia andarci lei. Perché non può accadere. Se Meloni rivincesse le elezioni, i parlamentari non la voterebbero mai per il Quirinale altrimenti la legislatura finirebbe. Draghi insegna”. (7 LUG - deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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