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Libri, “Nulla andrà perduto”: in Senato luce sull’eredità di Dossetti

Roma, 7 lug - “Un'eredità molto molto importante. Dossetti dà un messaggio chiaro: per costruire un futuro migliore dobbiamo partire dall'infanzia, e quindi il ruolo di docenti e il ruolo di educatori fondamentale. Se si semina nulla andrà perduto. E quindi i valori, la solidarietà, lo stare insieme, l'altruismo. ‘L'Italia ripudia la guerra’. Ecco, questo deve essere il messaggio che sin dall'infanzia arriva ai nostri bambini, alle nostre bambine”. Così Anna Maria Furlan, senatrice Italia Viva, che ha promosso nella Sala Nassirya di Palazzo Madama la presentazione del libro “Nulla andrà perduto” di Giuseppe Dossetti. Un incontro dedicato al pensiero, alla testimonianza e all'eredità spirituale, civile e politica di Dossetti, protagonista della vita democratica italiana, padre costituente e fondatore della Piccola Famiglia dell'Annunziata. Tra gli intervenuti all’evento, l’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti: “Dossetti – spiega - si distingueva per questa capacità di immaginare il futuro, aveva un'intelligenza storica veramente straordinaria. Non mi piace definirlo un'intelligenza profetica, si sarebbe arrabbiato per primo lui, perché era un'intelligenza storica, deduttiva: invitava anche i suoi monaci a guardare il mondo, perché se si vuole in qualche modo cambiare il mondo bisogna conoscerlo e bisogna conoscere la sua storia”. Secondo Castagnetti, “a Dossetti non si darà mai abbastanza riconoscenza, è stato quello che in un qualche modo ha lasciato il segno nella nostra carta costituzionale, non solo perché è stato relatore di alcuni articoli fondamentali, come l'articolo 7 e l'articolo 11 tra i principi fondamentali, ma perché interloquendo e mediando con i colleghi di altre formazioni politiche ha creato le condizioni perché si arrivasse in porto in tempi relativamente non lunghi, con un testo costituzionale che è veramente straordinario, che è stato di riferimento anche per altri parlamenti europei che hanno letteralmente preso alcune novità assolute nella cultura costituzionalista, come l'articolo 2, l'articolo 3 e l'articolo 11 trasferendoli nelle loro costituzioni. Pensiamo alla legge fondamentale tedesca, ma anche alla carta costituzionale francese. E Dossetti – conclude - ha avuto un ruolo veramente straordinario”. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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