Non si arrestano gli attacchi dei droni russi contro i civili in Ucraina. Attacchi che ogni volta da Mosca vengono definiti come diretti contro obiettivi militari o comunque strategici, i cui “danni collaterali”, sempre secondo le ricostruzioni standard del Cremlino, sarebbero per lo più da imputare ai detriti dei missili intercettori delle forze di Kiev. Eppure, questa volta sarà davvero difficile per i russi il tentativo di “rivoltare la frittata”. Le immagini che giungono questa mattina da Kherson parlano chiaro: ad essere centrato è stato un pulmino per il trasporto dei civili, un obiettivo che nessuno può aver scambiato per un mezzo militare.
L'impatto è avvenuto nel quartiere di Korabelny intorno alle sette di oggi, quando un drone ostile ha preso di mira il mezzo navetta. Il capo dell'amministrazione militare della città ucraina, Yaroslav Shanko, ha diffuso tempestivamente i dettagli dell'accaduto tramite i propri canali social: “Secondo le prime informazioni, a seguito di un attacco con un drone ostile contro un minibus avvenuto intorno alle 7:00 nel distretto di Korabelny, una donna ha riportato ferite incompatibili con la vita. La sua identità è attualmente al vaglio delle autorità competenti”. Il bilancio si è aggravato col passare delle ore. Oltre alla vittima stradale, l'autista del veicolo ha riportato una commozione cerebrale e il mezzo ha subito ingenti danni strutturali. Successivamente, Shanko ha confermato il trasferimento in ospedale di altre cinque persone: una donna di quarantasette anni con contusioni e lesioni cranio-encefaliche chiuse, una quarantenne e tre uomini di quarantasei, cinquantacinque e cinquantasette anni, tutti già provati dalle schegge e dalle esplosioni. Tra i feriti, un civile versa attualmente in gravi condizioni e i medici stanno lottando per salvargli la vita.
LA SCIA DI BOMBARDAMENTI NEL SUD E NELL'EST. L'episodio del minibus si inserisce in una massiccia operazione di bombardamento che ha flagellato l'intera regione di Kherson nelle ultime ventiquattro ore. Le truppe del Cremlino hanno bersagliato quarantaquattro insediamenti nell'area, provocando un totale di diciotto feriti tra la popolazione locale. Più a est, nella regione di Zaporizhia, la pressione russa ha toccato picchi d'intensità notevoli: in un solo giorno sono stati esplosi ben 1.016 colpi, un volume di fuoco impressionante che ha provocato il ferimento di dieci civili. La contabilità del conflitto si aggiorna drammaticamente anche in altri quadranti del Paese. Nella notte appena trascorsa, gli invasori hanno colpito la regione di Mykolaiv utilizzando bombe aeree guidate (KAB), radendo al suolo strutture residenziali e provocando due morti e due feriti. Non è andata meglio nella regione di Dnipropetrovsk, presa di mira più di venti volte a partire dalla serata di ieri, con un bilancio provvisorio di quattro feriti. Nel nord, la regione di Sumy ha registrato sei feriti a causa delle incursioni notturne e mattutine, mentre a Kharkiv il conteggio dei civili rimasti feriti nell'ultimo attacco è salito a quattro unità.
I NUMERI DELLA DIFESA AEREA E I DATI DEL CONFLITTO. Di fronte a questa pressione combinata di missili, bombe aeree e velivoli senza pilota, i sistemi di difesa aerea ucraini hanno lavorato a pieno regime nelle prime ore di oggi. Alle otto di questa mattina, le unità di intercettazione di Kiev avevano già abbattuto o neutralizzato ben 139 droni russi nei cieli del nord, del sud e dell'est del Paese, limitando parzialmente una devastazione altrimenti su scala ancor più vasta. I dati diffusi dai servizi di sicurezza di Kiev (SBU) cercano di tracciare un quadro complessivo della strategia russa dall'inizio del conflitto a oggi, evidenziando come l'attacco al pulmino di Kherson non sia un errore isolato ma parte di una condotta sistematica. Secondo le stime ufficiali ucraine, le forze di Mosca hanno effettuato oltre 167.000 attacchi diretti specificamente contro obiettivi civili in Ucraina dall'avvio delle ostilità. Sul fronte strettamente militare, il bollettino dello Stato Maggiore ucraino segnala che l'esercito russo ha perso, nelle ultime ventiquattro ore, altri 1.260 soldati e 61 sistemi di artiglieria, a testimonianza di quanto resti alto il prezzo pagato dagli attaccanti sul terreno. Nel frattempo, sul fronte delle ricadute geopolitiche derivanti dalla crisi ucraina, da Berlino giunge la notizia che il governo tedesco prevede di contrarre prestiti per oltre 1.000 miliardi di euro entro il 2030, una mossa finanziaria imponente che riflette la necessità di sostenere i bilanci della difesa e la stabilità del continente nei prossimi anni. Questa svolta, legata a doppio filo alla necessità di finanziare il riarmo e modernizzare le forze armate federali di fronte alle minacce esterne, segna il superamento definitivo dei vecchi dogmi di austerità della Germania, rimodellando gli equilibri economici e strategici dell'intera Europa. (8 LUG – deg)
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