“Non siamo pronti, non abbiamo gli anticorpi, io lo dico da anni”, lo afferma, in una intervista pubblicata sul quotidiano, il ministro della Difesa Guido Crosetto parlando dell'inchiesta sui due funzionari della Difesa che cedevano informazioni ai russi e aggiungendo che “non sono sorpreso dagli arresti, nel mio ministero li becchiamo, ma sono ovunque e quando lo fanno spesso non possiamo arrivare fino a loro. Comunque sono anni che dico che c'è il rischio di una penetrazione russa e non solo nel nostro Paese: basta vedere i social e i tanti opinionisti che preferiscono influenzare l'opinione pubblica con tesi lontane dalla realtà”, spiegando poi, in merito a un patto contro le interferenze di Mosca, che “lo dico da anni, lo propongo da sempre e non riguarda solo le elezioni ma ogni periodo” e che su Roberto Vannacci “secondo me lo firmerebbe, non mi risultano ci siano state segnalazioni di interferenze nei suoi confronti. Certo, non mi torna la parola leader politico, ma magari in prospettiva...”, mentre sugli attacchi di Donald Trump a Giorgia Meloni dichiara che “ha detto mi piace, bene che lo abbia detto, fermatevi qui...” evidenziando che “i rapporti tra gli Stati continuano sempre anche se due leader discutono” e che il presidente americano “lo fa, criticando la Nato, perché parla al suo elettorato. Lo fa perché non abbiamo partecipato alla guerra in Iran, basti pensare alla questione degli oltre 500 voli. Tant'è che gli attacchi riguardano anche altri Paesi Nato che non hanno partecipato come noi. In Italia questi attacchi del presidente americano non ci convengono né ci danneggiano”, negando risvolti sessisti con un secco “no, non c'entra”, escludendo ritorsioni sulle basi poiché “non cambierà il numero di militari americani in Italia” e spiegando che Trump “è uno pragmatico, ha cambiato idea perché si è accorto che la situazione sul campo è cambiata”, per poi delineare la posizione italiana sulla spesa militare precisando che “in legge di Bilancio, che ha una programmazione triennale, metteremo 19 miliardi anche per il 2027 e il 2028, quindi il prossimo governo, da chiunque sarà guidato, si troverà il lavoro già fatto”. (8 LUG - deg)
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