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direttore Paolo Pagliaro

MINORI, VDL: ACCESSO
GRADUALE A SOCIAL

MINORI, VDL: ACCESSO <br> GRADUALE A SOCIAL

“Abbiamo bisogno di restrizioni appropriate all'età sulle piattaforme. Non si tratta di sapere se i bambini possono accedere ai social media. Si tratta di sapere quando i social media possono accedere ai nostri bambini. Per un avvio online più sicuro per ogni bambino”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, illustrando in una conferenza stampa i risultati del rapporto sulla sicurezza dei minori online.  Dopo l'estate, annuncia Von Der Leyen,  verranno presentate delle proposte agli Stati membri, in cui verranno chieste maggiori tutele per i minori online, affermando che gli elementi emersi dai lavori del gruppo di esperti sulla sicurezza dei bambini in rete dovrebbero contribuire a definire le future politiche europee. Le evidenze raccolte depongono sempre più a favore dell'introduzione di un'età minima per l'accesso ai social media, suggerendo un approccio graduale basato sulle diverse fasce d'età, è il pensiero della numero uno dell’esecutivo Ue, che ha definito “più convincente” la tesi secondo cui i bambini molto piccoli dovrebbero essere tenuti lontani da schermi e piattaforme digitali, mentre i minori di 13 anni dovrebbero utilizzare i social media solo sotto la supervisione di un adulto e per periodi limitati. "I social media – spiega - non sono un giocattolo: lo status quo – un mondo in cui continuiamo a consentire alle grandi aziende tecnologiche un accesso illimitato ai nostri figli – non farà altro che condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza". Secondo quanto emerge dal rapporto, i giovani trascorrono tra le quattro e le sei ore al giorno davanti agli schermi, mentre quasi il 60% dei bambini più piccoli ha riscontrato problemi emotivi o psicosociali legati all'uso della rete. Von Der Leyen sottolinea come sia necessario un più ampio utilizzo delle tecnologie di verifica dell'età". La responsabilità di rendere sicure le piattaforme, puntualizza, deve ricadere sulle aziende tecnologiche, e non sui genitori o sui bambini, in quanto esse hanno un "dovere di tutela nei confronti dei propri utenti". Von der Leyen ha inoltre sostenuto che la responsabilità di rendere sicure le piattaforme online debba ricadere sulle aziende tecnologiche, e non sui genitori o sui bambini, in quanto esse hanno un "dovere di tutela nei confronti dei propri utenti", come "le case automobilistiche devono garantire la sicurezza dei loro veicoli”. “L'infanzia non aspetta. E una volta trascorsa, non possiamo restituirla", conclude Von Der Leyen.  (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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