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ARANDORA, 86 ANNI DOPO
LA MEMORIA “HA CASA”

ARANDORA, 86 ANNI DOPO <BR> LA MEMORIA “HA CASA”

La più grave tragedia dell’emigrazione italiana finalmente potrà venire ricordata con una giornata ufficialmente dedicata alla sua memoria. Con il voto definitivo espresso in data odierna presso l'Aula del Senato, si è concluso infatti lo straordinario e storico iter parlamentare che sana, dopo ben 86 anni, una drammatica ferita della memoria collettiva nazionale. Il testo, già votato all'unanimità dalla Camera dei Deputati lo scorso 12 febbraio, introduce stabilmente nell'ordinamento lo Stato l'istituzione della “Giornata nazionale in memoria di 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, silurato da un'unità della Marina tedesca nell'Oceano Atlantico il 2 luglio 1940”.

L'iniziativa legislativa, che ha visto come primo firmatario l'onorevole Enzo Amich insieme al sostegno trasversale di una ventina di deputati appartenenti a ogni schieramento politico, rappresenta una vittoria morale immensa per le famiglie delle vittime e per l'Associazione Nazionale Arandora Star APS, presieduta da Giuseppe Conti. Un traguardo istituzionale che riscatta dall'oblio la sorte dei nostri connazionali, che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio commemorativo del 2020, definì opportunamente come “vittime innocenti della guerra”.

LA DINAMICA STORICA. Il dramma dell'Arandora Star affonda le proprie radici nei giorni immediatamente successivi all'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale. In seguito alla dichiarazione di guerra firmata da Benito Mussolini, il governo britannico dispose l'internamento preventivo di migliaia di civili italiani residenti nel Regno Unito: si trattava di lavoratori, commercianti ed emigranti perfettamente integrati nel tessuto sociale d'oltremanica. Il 2 luglio 1940, il transatlantico Arandora Star salpò con a bordo 712 civili italiani, destinati alla detenzione in un campo di prigionia a St. John, nella provincia canadese di Terranova (Newfoundland). La nave, tuttavia, non giunse mai a destinazione. Colpita dal siluro di un sommergibile tedesco, colò a picco nell'Oceano Atlantico in appena 35 minuti, trascinando con sé oltre 440 vite umane in un abisso di disperazione e gelo. Nonostante i numerosi atti di eroismo di cui i nostri connazionali diedero prova nei concitati momenti del naufragio, la vicenda è rimasta a lungo ai margini dei libri di storia.

IL RISCATTO DELLA MEMORIA E L'IMPEGNO PER LE NUOVE GENERAZIONI. Per decenni, il dolore privatissimo dei congiunti — originari in gran parte di comunità fortemente colpite dall'emigrazione, come l'appennino parmense e la cittadina di Bardi — ha convissuto con l'assenza di un riconoscimento solenne. “Come Associazione, insieme con i familiari delle vittime, noi non abbiamo mai smesso di crederci, non abbiamo mai smesso di sperare che la Repubblica Italiana restituisse alla memoria storica collettiva il sacrificio dei nostri cari”, ha dichiarato visibilmente commosso il Presidente Giuseppe Conti. “Adesso è legge: dopo 86 anni li abbiamo riportati a casa! Pensiamo soprattutto alla felicità che proveranno i più anziani fra noi quando, il prossimo 11 ottobre, udranno pronunciare i nomi dei loro padri, nel ricordo condiviso da tutti”. La scelta della data dell'11 ottobre riveste un altissimo valore simbolico ed emotivo: intende infatti omaggiare la figura del cavaliere Rando Bertoia, l'ultimo superstite italiano della tragedia, scomparso nel 2013. La promulgazione del provvedimento giunge come un dovuto tributo per i figli e le figlie delle vittime, oggi novantenni o centenari, tra i quali spicca la lucidissima testimonianza di Graziella Feraboli che, all'età di 101 anni, ha seguito con profonda attenzione le dirette delle sedute parlamentari.

COSA PREVEDE LA LEGGE. Il dispositivo normativo, strutturato in 5 articoli e improntato alla totale invarianza finanziaria per lo Stato, punta in modo deciso sulla trasmissione intergenerazionale del ricordo attraverso tre pilastri fondamentali il primo dei quali è il rispetto di un minuto di silenzio: In occasione dell'11 ottobre, in tutti i luoghi pubblici e privati verrà osservato un minuto di silenzio dedicato ai caduti del naufragio. Inoltre, le scuole di ogni ordine e grado, nell'ambito della propria autonomia, potranno promuovere iniziative didattiche, studi, convegni e momenti di narrazione per parlare direttamente al cuore dei giovani. Infine è previsto anche un focus sui mass media: la Rai assicurerà adeguati spazi nella programmazione nazionale e regionale per divulgare e rinnovare la memoria del tragico evento. L'Arandora Star cessa così di essere unicamente una dolorosa pagina di storia locale o familiare, per divenire a tutti gli effetti un pilastro della memoria storica dell'intera nazione. Da oggi, il monito di pace che si leva da quelle vittime innocenti appartiene, in modo definitivo e indissolubile, alla Repubblica Italiana. (14 LUG – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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