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direttore Paolo Pagliaro

VOTO ESTERO: SE LA RAPPRESENTANZA
DIVENTA UN ALGORITMO

VOTO ESTERO: SE LA RAPPRESENTANZA <br>  DIVENTA UN ALGORITMO

E’ arrivato ieri sera l’ok della Camera sull'emendamento della maggioranza alla riforma della legge elettorale che ridisegna la circoscrizione Estero. Il testo, approvato dall'Assemblea, riduce da quattro a due le ripartizioni geografiche per l'elezione della Camera dei deputati - Europa da una parte e Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide dall'altra - e introduce un collegio unico mondiale per l'elezione del Senato. L'emendamento modifica anche il sistema delle preferenze: per la Camera sarà possibile esprimere una sola preferenza nelle ripartizioni cui è assegnato un deputato e due preferenze in quelle con almeno due seggi, mentre per il Senato saranno sempre previste due preferenze. Viene inoltre riorganizzata la distribuzione degli uffici elettorali competenti per lo scrutinio del voto all'estero, con una nuova ripartizione degli Stati tra ufficio centrale e uffici decentrati, e ridefinite le modalità di presentazione delle liste. La maggioranza ha motivato l'intervento con la necessità di adeguare il sistema al taglio del numero dei parlamentari.

ROSSI (FDI) "La riduzione dei parlamentari ha purtroppo ridotto la rappresentanza e trasformato le ripartizioni da proporzionali a maggioritari uninominali. In questo momento non c'è uguaglianza di rappresentanza", ha spiegato il relatore Angelo Rossi (FdI), sostenendo che la riforma punta a riequilibrare il peso del voto degli italiani residenti all'estero.

L’OPPOSIZIONE Di segno opposto le critiche delle opposizioni, in particolare dei deputati del Partito democratico eletti nella circoscrizione Estero, che hanno accusato il centrodestra di intervenire sulle regole elettorali per ragioni di convenienza politica. "Chissà cosa penserebbe di voi Mirko Tremaglia. Siete i figli illegittimi di Donald Trump, perché dove non riuscite con i voti cambiate i collegi e le circoscrizioni", ha attaccato Toni Ricciardi (Pd), sostenendo che la maggioranza "non può cambiare le regole del gioco perché non ha capacità di radicamento territoriale". Nicola Carè (Pd) ha definito il provvedimento "una manomissione per portare qualche eletto in più tra le fila del centrodestra", criticando in particolare il collegio unico mondiale per il Senato: "Non state accorpando circoscrizioni, state cancellando territori e mutilando un diritto costituzionale". Secondo il deputato dem, gli italiani all'estero "non dimenticheranno e ve la faranno pagare democraticamente". Sulla stessa linea Christian Di Sanzo (Pd), che ha parlato di "errore grave" sia nel metodo sia nel merito: "Oggi si sta compiendo un errore grave, cancellando le attuali ripartizioni, come se si potesse rappresentare tutto il mondo e viaggiare in continuazione senza essere presenti in Parlamento". Per Di Sanzo, "chi ci rimette sono le comunità degli italiani nel mondo". Fabio Porta (Pd) ha invece sostenuto che la riforma "mostra la vera natura di questo provvedimento, fatto in maniera strumentale per dare qualche seggio in più a chi oggi sta al governo", denunciando che la circoscrizione Estero "diventa il globo terracqueo" e paventando anche un aumento del rischio di brogli. Nessun commento, invece, da parte dei parlamentari eletti all’estero di centrodestra. 

PORTA (PD); UN’OPERAZIONE STRUMENTALE PER AVERE QUALCHE SEGGIO IN PIÙ
“Quella sulla circoscrizione Estero è uno scempio, una modifica strumentale della legge elettorale, fatta non per migliorare la rappresentanza ma per garantire qualche seggio in più a chi oggi non riesce a conquistare il consenso delle comunità italiane nel mondo”. Lo dichiara Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione Estero. “Ancora una volta – prosegue Porta – vengono colpite le nostre gloriose comunità italiane all’estero, le stesse alle quali questo governo ha già dato un colpo durissimo con la riforma della cittadinanza, approvata con un decreto e senza un vero confronto parlamentare, limitando il diritto di trasmettere la cittadinanza alle nuove generazioni”. “Adesso si interviene sulla rappresentanza con un’operazione che non tiene conto della realtà dei territori. Accorpare comunità lontanissime tra loro è come se in Italia si decidesse di creare un unico collegio elettorale mettendo insieme Lombardia, Molise, Valle d’Aosta, Basilicata e Umbria: territori con storie, esigenze e caratteristiche diverse. È evidente che a pagare il prezzo sarebbe la rappresentanza dei territori più piccoli e più lontani”. “Le comunità italiane all’estero non sono numeri da redistribuire in un algoritmo elettorale – conclude Porta – ma persone, storie e realtà che hanno mantenuto vivo il legame con il nostro Paese. La maggioranza non sta riformando la rappresentanza: sta cercando di piegarla ai propri interessi politici”.

 

ONORI (AZ): L'IPOCRISIA DI MAGGIORANZA E CAMPO LARGO BOCCIA UN SISTEMA PIÙ SICURO E TRASPARENTE

 "Sul voto degli italiani all'estero è andata in scena una grande ipocrisia: maggioranza e campo largo, uniti nel bocciare le nostre proposte, tutti più interessati a conquistare nuovi seggi o a trattenere le proprie poltrone che a migliorare il sistema. I nostri emendamenti proponevano interventi concreti, come ad esempio la gestione digitale delle liste elettorali per identificare in modo univoco l'elettore e prevenire doppie iscrizioni e duplicazioni di voto; oppure, ancora, un fascicolo informativo inserito nel plico elettorale per agevolare l'informazione sui programmi elettorali, come già avviene in diversi paesi, per esempio la Svizzera. Misure di sicurezza e trasparenza che rispondevano a criticità note da anni e che sono state respinte senza una vera ragione". Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria della Commissione Esteri, eletta nella Circoscrizione Estero – Europa. "Il rammarico è forte, anche perché su questo tema avevamo presentato una proposta di legge organica per migliorare il voto dei connazionali all'estero. Non erano bandiere di parte, ma soluzioni perlopiù tecniche a problemi reali basate su studi che conosciamo ormai da anni. Non a caso, noi abbiamo sostenuto senza esitazioni gli emendamenti del PD sul tema, mentre il campo largo, ad eccezione di Italia Viva, ha votato contro tutte le nostre proposte. Alla fine l'unica modifica sul voto all'estero sarà una revisione delle ripartizioni fatta per pura convenienza elettorale, con il pasticcio di avere criteri geografici diversi fra Camera e Senato. Ancora una volta, i sette milioni di italiani nel mondo escono penalizzati da un'occasione che poteva finalmente provare a garantire loro un sistema di voto più affidabile e moderno" conclude Onori.

 

RICCIARDI (PD): QUESTA DESTRA CANCELLA LA RAPPRESENTANZA PER CONVENIENZA POLITICA

“Con questo intervento sulla circoscrizione Estero la destra compie un atto gravissimo: cambia le regole della rappresentanza non per migliorare il sistema, ma perché non riesce a conquistare il consenso. Dove non arrivano con i voti, modificano collegi e circoscrizioni. È una forzatura senza precedenti. Un conto è intervenire per rafforzare la sicurezza e la trasparenza del voto, tema sul quale in Commissione avevamo trovato un’ampia convergenza. Altra cosa è stravolgere la rappresentanza di oltre sette milioni di cittadine e cittadini italiani residenti all’estero per inseguire un vantaggio politico. La circoscrizione Estero non può diventare il terreno su cui la maggioranza riscrive le regole del gioco a proprio favore: Chissà cosa penserebbe di voi Mirko Tremaglia. Siete i figli illegittimi di Donald Trump, perché dove non riuscite con i voti cambiate i collegi e le circoscrizioni. Il governo Meloni, dopo aver limitato con il decreto sulla cittadinanza la trasmissione automatica della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati, oggi infligge un nuovo colpo agli italiani nel mondo, riducendone di fatto il diritto a una rappresentanza autentica. È una scelta che mortifica una comunità che ha contribuito alla storia e alla crescita del Paese e che continua a rappresentare una parte fondamentale dell’Italia. Chi è eletto all’estero conquista il consenso attraverso le preferenze e un rapporto diretto con gli elettori. La maggioranza, invece, sceglie di riscrivere le regole perché incapace di costruire quel consenso. La circoscrizione Mondo è scandalosa, una scelta sbagliata, che il Partito Democratico continuerà a contrastare con forza” ha detto Toni Ricciardi.(red)

 

GIACOBBE (PD): CENTRODESTRA CONTRO LA RAPPRESENTANZA DEGLI ITALIANI IN ASIA, AFRICA, OCEANIA E ANTARTIDE


Roma, 16 lug -  “Con il voto di oggi la maggioranza ha deciso di colpire la rappresentanza democratica degli italiani residenti all’estero, scegliendo di comprimere la voce di milioni di nostri connazionali.” Lo dichiara il Senatore Francesco Giacobbe, eletto nella Circoscrizione Estero – Africa, Asia, Oceania e Antartide, dopo l’approvazione alla Camera dell’emendamento del centrodestra che riduce le circoscrizioni estere da quattro a due per la Camera e ad una sola per il Senato. “È una scelta gravissima. Chi ha votato questo emendamento ha votato contro la rappresentanza degli italiani di Asia, Africa, Oceania e Antartide. Non esistono giustificazioni: si è deciso di rendere ancora più difficile garantire una rappresentanza reale a territori immensi, con comunità che meritano rispetto e attenzione.” “Accorpare continenti tra loro completamente diversi significa allontanare gli eletti dai cittadini e rendere ancora più debole la voce degli italiani nel mondo. È una riforma che favorisce gli apparati di partito e penalizza gli elettori.” Il Senatore Giacobbe conclude: “Oggi avete scelto di stare contro la rappresentanza degli italiani di Asia, Africa, Oceania e Antartide. Ce ne ricorderemo. E sono certo che se ne ricorderanno anche i nostri connazionali quando saranno chiamati ad esprimere il loro voto.”(Red Gil)

DI GIUSEPPE (FDI): MONDO NON È TROPPO GRANDE. SERVE CAPACITA’ DI RAPPRESENTARLO

"Il mondo non è troppo grande per un parlamentare. È troppo grande soltanto per un parlamentare organizzato troppo in piccolo. La nuova legge elettorale non allontana gli elettori dai loro rappresentanti: alza semplicemente il livello di responsabilità richiesto a chi vuole rappresentare gli italiani nel mondo". Lo dichiara Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d'Italia eletto nella circoscrizione Estero, commentando l'approvazione definitiva della riforma che ridisegna la rappresentanza degli italiani all'estero alla Camera dei deputati, accorpando le attuali quattro ripartizioni in due: Europa e Resto del mondo. "È vero che ogni deputato sarà chiamato a rappresentare un'area geografica molto più ampia rispetto al passato", prosegue Di Giuseppe. "Ma considero questa una scelta giusta e coerente con i tempi. Da imprenditore non ho mai pensato che un mercato fosse troppo grande da seguire: ho costruito una squadra capace di essere presente, ascoltare e intervenire ovunque fosse necessario. La politica dovrebbe fare lo stesso". Secondo Di Giuseppe, la qualità della rappresentanza non dipende dall'estensione geografica del collegio, ma dal metodo di lavoro. "Nessun parlamentare può pensare di rappresentare milioni di italiani all'estero da solo. Occorrono organizzazione, competenze e una struttura che lavori ogni giorno sui problemi delle comunità italiane. Il nostro ufficio è composto da oltre dieci persone che raccolgono segnalazioni, seguono i dossier, dialogano con consolati, ambasciate e ministeri, elaborano proposte normative e accompagnano ogni intervento fino alla soluzione concreta”. "La vicinanza agli elettori non si misura nei chilometri percorsi o nel numero di eventi ai quali si partecipa", aggiunge Di Giuseppe. "Si misura nella capacità di rispondere quando un cittadino ha un problema, di ottenere risultati e di trasformare le richieste delle comunità in atti concreti. Le fotografie passano. Le leggi restano". Il deputato di Fratelli d'Italia assicura che continuerà a mantenere un rapporto diretto con le comunità italiane nel mondo. "Continuerò a essere presente nei territori, come ho sempre fatto. Ma la presenza autentica non è quella di una sera. È quella del giorno dopo, quando bisogna seguire una pratica, risolvere una criticità, ottenere una risposta dalle istituzioni". "La riforma introduce una sfida più impegnativa per chi rappresenta gli italiani all'estero", conclude Di Giuseppe. "Una sfida che richiede una visione internazionale, una squadra all'altezza e un metodo di lavoro moderno. Non dobbiamo ridurre il mondo perché qualcuno riesca a gestirlo. Dobbiamo scegliere rappresentanti capaci di organizzarsi per rappresentarlo. Perché il mondo non è mai troppo grande. Può essere troppo piccola soltanto la politica".

(Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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