Roma, 16 lug. – Vietare l'accesso ai social network ai minori di 15 anni e approfondire, con un'indagine parlamentare, gli effetti di social media, smartphone e intelligenza artificiale sullo sviluppo dei più giovani. Sono i due binari sui quali punta la Lega, che oggi alla Camera ha presentato la proposta di legge firmata dalla vicepresidente della Commissione Cultura, Giorgia Latini, insieme all'avvio dell'indagine conoscitiva della stessa Commissione sulle nuove tecnologie e il loro impatto educativo. "Abbiamo dato avvio a un'indagine conoscitiva sulle nuove sfide educative per comprendere gli effetti, purtroppo anche dannosi, che piattaforme social, intelligenza artificiale e smartphone possono avere sui nostri giovani", ha spiegato Latini. L'obiettivo, ha aggiunto, è raccogliere il contributo di neuropsichiatri, psicologi, pedagogisti, rappresentanti di associazioni, Save the Children, Telefono Azzurro, Polizia postale e altri esperti, per fornire al Parlamento "un materiale sufficientemente adeguato per prendere una direzione dal punto di vista legislativo".
La deputata leghista ha ricordato le iniziative già adottate, come il divieto di utilizzo dei cellulari in classe, ribadendo la necessità di approvare entro la fine della legislatura la proposta che vieta i social ai minori di 15 anni. "C'è un'emergenza sociale da affrontare", ha sottolineato, richiamando anche l'indagine avviata dalla Commissione europea nei confronti di Meta sul rischio di dipendenza generato dalle piattaforme. "Le nuove generazioni avranno un modo completamente diverso di affrontare i problemi e di pensare rispetto a chi non ha vissuto questa trasformazione digitale", ha osservato. Nel corso della conferenza è intervenuto anche Armando Siri, coordinatore nazionale dei Dipartimenti della Lega, che ha definito il divieto ai social per gli under 15 una misura necessaria per tutelare lo sviluppo dei ragazzi. "Molti bambini vengono assorbiti da questo mondo e non conoscono più la noia", ha affermato. "Invece la noia deve tornare a essere protagonista della vita, perché è l'elemento che dà origine alla creatività e all'immaginazione". Siri ha quindi allargato il ragionamento al ruolo dell'intelligenza artificiale, sostenendo che "dobbiamo difendere la creatività umana e tutto ciò che appartiene all'uomo". L'IA, ha concluso, "deve essere al servizio dell'uomo e non viceversa".
(PO / Sis)
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