È morta nella notte la bambina di 11 anni che giorni fa era rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone della piscina di uno stabilimento balneare di Sestri Levante. A darne notizia è stato l'Ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove era ricoverata. I genitori, fa sapere l'Istituto, hanno acconsentito alla donazione degli organi. Ma intanto il caso diventa anche politico, con la deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello che si chiede "cosa stiamo aspettando prima di intervenire? Immediatamente la Camera deve discutere per cambiare il quadro legislativo e garantire una reale sicurezza: personalmente ho depositato diversi emendamenti mirati che hanno proprio l'obiettivo è chiaro di introdurre l'obbligo tassativo di dispositivi di sicurezza per eliminare il rischio di intrappolamento e di individuare responsabilità chiare e precise per la gestione di controlli quotidiani obbligatori". In realtà esiste anche un ddl quadro del governo sulla sicurezza delle piscine pubbliche e private, approvato dal Consiglio dei ministri il 30 luglio 2025 su proposta dei ministri della Salute Orazio Schillaci e delle Politiche del mare Nello Musumeci oggi fermo in Parlamento: una norma che riguarda piscine pubbliche e private, comprese quelle domestiche, e che stabilisce criteri nazionali per sicurezza, classificazione e controlli. Il testo prevede una classificazione delle strutture natatorie, l'individuazione dei requisiti di sicurezza e un rafforzamento dei controlli, con sanzioni pesanti per i gestori in caso di violazioni. In particolare, le piscine domestiche (non sportive) sarebbero obbligate a dotarsi di dispositivi di sicurezza specifici, proprio per ridurre i rischi di risucchio, intrappolamento, con le Asl territoriali impegnate controlli sulla sicurezza degli impianti, in una cornice più omogenea rispetto alla situazione attuale, molto frammentata tra territori. Ma oltre a qualche intoppo burocratico, tra cui il fatto che la Conferenza delle Regioni ha espresso parere negativo, sul testo criticando il fatto che il ddl non estende gli adeguamenti alle piscine già esistenti, con rischio di disuguaglianza nella tutela della salute, diverse associazioni di categoria delle piscine contestano il testo perché ritenuto troppo oneroso per i gestori, sia in termini di adeguamenti strutturali sia di dispositivi e controlli obbligatori. (17 lug-sis)
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