L'Italia non è una superpotenza militare, ma è senza dubbio una "superpotenza culturale". Con queste parole il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto alla sessione istituzionale della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura al Teatro Filarmonico di Verona, ribadendo il ruolo strategico della diplomazia della crescita e del soft power nazionale nel mondo. La rete degli 88 Istituti sparsi nel globo rappresenta un pilastro fondamentale non solo per la promozione della lingua, del design e dell'alta formazione, ma anche come punto di riferimento identitario. "Gli Istituti non sono soltanto vetrine d'eccellenza, ma veri e propri punti d'incontro per i nostri connazionali e per chiunque si senta italiano nel cuore e nel sangue", ha sottolineato Tajani, rimarcando l'importanza di valorizzare l'intera filiera culturale, dalla musica alla cucina, fino al patrimonio letterario. Dopo due giornate di confronto tra la rete degli 88 Istituti Italiani di Cultura, le istituzioni e il territorio, l’appuntamento di oggi rappresenterà il momento conclusivo del lavoro volto a definire le priorità della diplomazia culturale italiana, sempre più integrata nella strategia della diplomazia della crescita e del rafforzamento del soft power del Paese. La rete degli Istituti Italiani di Cultura rappresenta oggi un asset strategico per promuovere all’estero non solo la lingua e la cultura italiane, ma anche l’innovazione, il turismo, le eccellenze produttive dei territori.
Non sono mancati passaggi di forte attualità internazionale, a cominciare dalla posizione nei confronti di Mosca. Il titolare della Farnesina ha espresso netto stupore e contrarietà per la presenza russa alla Biennale di Venezia: "Trovo imprudente la presenza russa in un contesto culturale prestigioso, considerando che Mosca ha aggredito l'Ucraina violando il diritto internazionale e causando centinaia di migliaia di vittime", ha dichiarato il ministro, ricordando le ostilità diplomatiche e l'espulsione di spie russe intente a corrompere cittadini italiani. Al contempo, Tajani ha ribadito l'impegno dell'Italia per la pace in Medio Oriente, annunciando imminenti vertici diplomatici a Roma per favorire il dialogo tra le parti e sostenere la stabilità regionale. Sul fronte interno e della politica economica, il ministro ha difeso l'azione di Governo e le priorità programmatiche, concentrandosi sulla riduzione della pressione fiscale. Tra le misure prioritarie figurano "il taglio delle tasse sulle tredicesime, l'ulteriore abbassamento dell'Irpef fino al 33% estendendo la base a 60.000 euro, e la deducibilità immediata delle spese sanitarie". Un pacchetto volto a sostenere famiglie, start-up e occupazione giovanile, a conferma di un'azione di Governo orientata allo sviluppo concreto del Paese. (sbe)
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