"Il patto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein per non usare l’intelligenza artificiale allo scopo di attribuire agli avversari parole o fatti inventati è un segnale di civiltà politica. Dimostra che maggioranza e opposizione possono riconoscere una regola comune: la comunicazione pubblica deve essere firmata, verificabile e responsabile. Ma il limite è evidente: un impegno volontario vincola soltanto chi decide di rispettarlo. I falsari non sottoscrivono patti. La questione non riguarda solo la politica. L’anonimato in rete ha avuto e continua ad avere una funzione liberale: protegge dissidenti, informatori e persone esposte nei regimi autoritari. Ma la stessa architettura tutela oggi anche chi fabbrica falsi industrialmente. Il compito non è abolire l’anonimato, ma distinguere chi deve essere protetto da chi deve poter essere identificato e perseguito". Così scrive il presidente del CNEL Renato Brunetta in un editoriale oggi su Il Foglio a doppia firma con Rosario Cerra presidente del Centro Economia Digitale. (25 LUG – red-sio)
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