“Un tempo facevamo del pacifismo uno dei nostri motivi fondanti e il progetto che contestavamo era diverso ed è stato cancellato: ora è stata progettata la miglior opera possibile”: lo afferma Antonio Ferrentino, ex sindaco di Sant'Antonino di Susa, in una intervista al Corriere della Sera in cui analizza la radicalizzazione della protesta contro l'infrastruttura ferroviaria e riflette sul cambiamento radicale avvenuto nel corso degli anni all'interno delle comunità locali e tra i militanti della Val di Susa. “È caduta la foglia di fico, il movimento No Tav è diventato una palestra dell'antagonismo e dell'eversione” sottolinea. “Ero sicuro che ci sarebbero stati scontri, ma c'è stato un salto di qualità: ho visto una strategia eversiva, la Tav è solo il pretesto. Molti dei presenti non sanno nemmeno che cosa sia la Torino-Lione”. Entrando nel merito delle responsabilità giudiziarie e dell'organizzazione logistica degli attacchi alle forze dell'ordine, invoca quindi interventi mirati da parte delle autorità giudiziarie e investigative. “In passato ho visto di peggio, ma è sicuramente il più duro da quando il cantiere è operativo. Hanno distrutto completamente la logistica, è stato un attacco premeditato e organizzato in modo militare. Bisogna riconoscere l'associazione a delinquere per colpire i responsabili, altrimenti per la Digos diventa troppo difficile risalire al singolo che ha tirato la pietra o la bomba” prosegue. “È aberrante, vuol dire che la deriva è ormai totale. Non hanno nemmeno provato a prendere le distanze da eventi che hanno portato al ferimento di 124 persone delle forze dell'ordine. La deriva del movimento che guidavo è ormai totale: un tempo eravamo noi a fare da scudo alle forze dell'ordine per difenderle da pochi facinorosi”, ribadisce l'ex sindaco, ricordando il proprio passato politico e il differente approccio culturale che caratterizzava le prime mobilitazioni popolari. E conclude: “Come si fa a pensare che persone arrivate da Belgio, Spagna e Francia vogliano difendere la valle? È una grandissima bugia. Serve un servizio di intelligence europeo per controllare chi arriva in Val di Susa. E non si parli di militarizzazione: quando un poliziotto mi ferma per un controllo io lo ringrazio, serve a evitare quello che è successo sabato”. (28 lug - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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