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direttore Paolo Pagliaro

EX ILVA, GOZZI:
SENTENZA DANNOSA

EX ILVA, GOZZI: <BR> SENTENZA DANNOSA

“Siamo alla follia più totale, a un approccio che ignora la realtà industriale e che ha come risultato quello di arrecare un gravissimo danno alla seconda manifattura d'Europa, all'economia nazionale, in un momento storico nel quale si parla di autonomia strategica”: così Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, in una intervista a Il Messaggero, commenta con preoccupazione gli effetti della recente sentenza giudiziaria che investe il polo siderurgico dell’ex Ilva, evidenziando il rischio concreto per la continuità produttiva e i livelli occupazionali. “Penso proprio che sia impossibile a questo punto proseguire a produrre acciaio, le conseguenze saranno gravissime per migliaia di lavoratori, per le loro famiglie e per l'intera filiera del comparto”, prosegue, soffermandosi sulle prescrizioni tecniche imposte dai giudici e ritenute insostenibili per gli impianti. L'analisi si sposta poi sul rapporto tra le decisioni della magistratura e le competenze istituzionali in materia ambientale ed economica. “La tutela della salute è sacrosanta, ma qui siamo alla solita questione se sia legittimo per la magistratura intervenire in campi che sono di competenza dell'amministrazione, perché la definizione dell'Aia ambientale o dei limiti di emissioni non spettano ai magistrati, ma alle autorità preposte in tutta Europa per rilasciare questi permessi”, sottolinea Gozzi. Ed evidenzia il primato ecologico raggiunto dagli impianti italiani: “La siderurgia italiana, ma questo discorso vale anche per l'industria di base tout court, è la prima al mondo per decarbonizzazione: nessun Paese al mondo come il nostro produce il 90 per cento dell'acciaio da forno elettrico, ma se continua questo approccio persecutorio nei confronti delle imprese, è difficile che qualcuno investa ancora da noi, italiano o straniero che sia”. Infine interviene sulle politiche comunitarie e sulla necessità di riconsiderare i costi energetici e fiscali legati alla transizione ecologica: “Parlo da presidente di Federacciai, cioè da uno che vuole mantenere il vantaggio competitivo dato dalla decarbonizzazione: io sono interessato ad abbassare i prezzi dell'energia per l'industria di base, e un modo per farlo è eliminare quel peso delle CO2 sugli impianti termoelettrici”. (28 lug -red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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