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direttore Paolo Pagliaro

EX ILVA, URSO: SENTENZA
INNESCA BOMBA SOCIALE

EX ILVA, URSO: SENTENZA <BR> INNESCA BOMBA SOCIALE

“Purtroppo il provvedimento ha innescato una ‘bomba sociale’, perché le condizioni poste sono considerate tecnicamente impossibili da realizzare in 90 giorni”. Lo afferma, in una intervista a Quotidiano Nazionale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso commentando gli effetti della recente sentenza sulla chiusura dell'area a caldo dell'ex Ilva, aggiungendo che “i commissari saranno quindi obbligati a procedere alla chiusura degli impianti dell'area a caldo. Noi dobbiamo provare a disinnescarla. Per riuscirci servono la massima responsabilità da parte di tutti e azioni immediate: abbiamo pochi giorni di tempo”. Entrando nel merito delle misure urgenti da adottare per fronteggiare l'emergenza occupazionale e produttiva inoltre spiega che “abbiamo convocato una serie di riunioni con tutti gli attori coinvolti. Ovviamente si inizia con i sindacati, domani mattina, come concordato al tavolo di Palazzo Chigi, al fine di predisporre un piano straordinario che disinneschi, per quanto possibile, le conseguenze produttive e occupazionali. Poi incontreremo le aziende dell'indotto, che subiranno il primo e immediato impatto del provvedimento. Alcune hanno già annunciato la sospensione delle attività”. Rievocando i passaggi cruciali che hanno portato a questa nuova criticità e il quadro delle trattative industriali, il ministro sottolinea che “il provvedimento è stato reso noto dalla stampa a poche ore dal Consiglio dei ministri che aveva all'ordine del giorno il decreto per destinare le risorse dell'ultimo prestito ponte all'amministrazione straordinaria di Acciaierie d'Italia e alla vigilia della riunione con i sindacati, nella quale avremmo comunicato l'intesa preliminare con Jindal. Ovviamente, il provvedimento ha fatto saltare tutto”. Inoltre evidenzia che “Jindal ritiene di poter far fronte alla chiusura dell'area a caldo importando le bramme prodotte dal suo nuovo altoforno in India e garantire così la continuità produttiva degli impianti a valle, al fine di limitare il danno. I commissari stanno valutando la sostenibilità della proposta sotto tutti gli aspetti. Ho chiesto una risposta entro questa settimana”. Spostandosi infine sui dossier legati all'innovazione tecnologica, alla transizione digitale e agli investimenti strategici nel Paese, l'esponente di governo conclude sottolineando che “acceleriamo sull'innovazione. Le principali multinazionali del settore intendono realizzare data center nel nostro Paese perché hanno fiducia nel sistema Italia. E stiamo pianificando lo sviluppo del settore affinché non si concentri soltanto in Lombardia. Il nostro consorzio si è candidato a ospitare la gigafactory europea per l'intelligenza artificiale, con una proposta che coinvolgerà più realtà locali. Nel contempo, abbiamo avanzato la candidatura italiana a ospitare il primo sito europeo di deposito e stoccaggio di materie prime critiche, nell'area di Porto Marghera. Il nuovo piano Transizione 5.0 ha già riscosso un grande successo tra le imprese, con un impatto importante atteso nel secondo semestre”. (3 ago - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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