Nei mercati internazionali, la possibilità di concedere tempi di pagamento più lunghi può essere determinante per aggiudicarsi una commessa. Per l’esportatore, però, la dilazione aumenta l’esposizione al rischio di mancato pagamento e può rendere meno sostenibile l’offerta. Il Credito Fornitore risponde a questa esigenza: grazie all’integrazione tra la copertura assicurativa di SACE e il Contributo Export in conto interessi a fondo perduto di SIMEST, consente alle imprese italiane di proporre ai clienti esteri condizioni di pagamento competitive a medio-lungo termine, proteggendo il credito e mantenendo sotto controllo l’equilibrio economico-finanziario. La dilazione diventa così una leva commerciale per conquistare ordini, entrare in nuovi mercati e far crescere l’export. I risultati del primo semestre 2026 confermano la domanda delle imprese per uno strumento che unisce competitività commerciale e gestione del rischio. SACE ha deliberato 525 operazioni di Credito Fornitore per un valore complessivo di 550 milioni di euro, in crescita del 54% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che rafforza la capacità degli esportatori di rispondere alle richieste dei buyer internazionali senza rinunciare alla tutela del credito.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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