Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Numeri e statistiche,
che triste destino

Numeri e statistiche, <br> che triste destino

di Paolo Pagliaro

In un sondaggio Swg di cui si occupa oggi Repubblica, c’è un dato sconcertante: nella percezione dell’inflazione nell'ultimo anno trenta punti percentuali separano gli elettori di Fratelli d'Italia da quelli del Movimento 5 Stelle. Tra chi vota il partito di Giorgia Meloni solo il 39,3% indica in "molto" o "tantissimo" l'aumento percepito dei prezzi. Nel Pd la quota sale al 59,6%, mentre tra gli elettori del Movimento 5 Stelle oltre il 70% percepisce un'impennata dei prezzi. Non parliamo di opinioni su una legge o su un programma politico: parliamo di quanto costano il pane, il gas, la benzina. Eppure anche lì, davanti allo stesso scontrino, l'appartenenza politica riesce a produrre due realtà diverse.
Non è una novità , si chiama ragionamento motivato, ed è documentato da decenni di ricerche. Chi sostiene un governo tende a minimizzare le cattive notizie che lo riguardano, chi lo osteggia tende ad amplificarle. Ma la portata di questo divario — trenta punti su un dato oggettivo, verificabile, pubblicato ogni mese dall'Istat — ci dice qualcosa di più e cioè che il confine tra opinione e fatti si sta assottigliando fino quasi a scomparire.
L'inflazione è solo un caso tra tanti. Lo stesso schema si ripete quando si chiede agli italiani se la criminalità è aumentata, se l'immigrazione è un problema crescente, se l'economia va bene o male, se il proprio lavoro è sicuro, se la scuola funziona. Cambiano i temi, ma la percezione dipende dalle idee più che dalle statistiche.
Per gran parte del Novecento i numeri ufficiali — l'inflazione calcolata dall'Istat, la disoccupazione, i tassi di criminalità — godevano di un'autorità che sembrava sottratta al dibattito politico: erano il terreno neutro su cui ci si scontrava. Oggi quel terreno si è ristretto fin quasi a scomparire. Il dibattito pubblico smette di essere un confronto tra soluzioni diverse a problemi riconosciuti in comune, e diventa un confronto tra realtà alternative, ciascuna autosufficiente, ciascuna impermeabile alle prove dell'altra. È una dinamica che negli Stati Uniti, con la contestazione sistematica dei dati sull'occupazione o sui contagi, ha già mostrato dove può condurre: non solo alla sfiducia verso un singolo numero, ma alla sfiducia verso l'idea stessa che esistano numeri condivisibili. Ciò che resta dei fatti sta diventando sempre più irrilevante

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola