"La situazione sta degenerando dal punto di vista della salute per la grave condizione di calore che stiamo vivendo. Esprimiamo straordinaria fiducia per il percorso di trattativa a livello pubblico, ma ribadiamo che non abbiamo tempo". A dirlo è Giovanna Cavallo di Spin Time Labs, alla conferenza organizzata stamattina di fronte alla palazzina romana sgomberata sei giorni fa. L’appello di attivisti e abitanti arriva all’indomani del tavolo convocato in prefettura, al quale hanno partecipato il prefetto, il sindaco, il vicario generale della Diocesi di Roma, il questore, l'assessore capitolino al patrimonio e i rappresentanti della proprietà. Le trattative che potrebbero portare all’acquisizione dell’immobile da parte del Comune stanno andando avanti: l’amministrazione capitolina, fa sapere la comunità di Spin Time, ha presentato una proposta concreta, basata sulla valutazione dell'Agenzia del demanio. Nel frattempo, però, “questo è un presidio di famiglie in difficoltà, nonostante tutto il supporto”, aggiunge Cavallo, parlando delle circa 400 persone, tra cui un centinaio di bambini, che fino alla settimana scorsa vivevano nell’immobile occupato e che ora sono accampate in Via di Santa Croce in Gerusalemme, parzialmente chiusa al traffico. “Anche ieri sera una persona è stata portata in ospedale", dice ancora. A farle eco è Diego Leo, volontario del presidio medico sanitario, che ha sottolineato come “persone fragili già di loro vedono accentuata, vivendo per strada, la loro condizione di fragilità”. Si tratta di “anziani, bambini, i primi a essere colpiti dal caldo”, ma anche “gente che fa chemioterapie e dialisi”. Una situazione che, in assenza di interventi, “sul piano sanitario è destinata a peggiorare e solo uno sprovveduto può non metterlo in conto”. Rispetto alla possibilità dell’acquisto della palazzina da parte del Comune, Paolo Perrini, presidente di Spin Time, parla di “momento storico”, e annuncia un prossimo appuntamento con la segreteria del sindaco “per gestire questi giorni di passaggio”. Per gli attivisti e gli abitanti di Spin Time “la regolarizzazione di questo palazzo sarebbe un segnale importante che finalmente dia spazio all'importanza di una proprietà che torna al pubblico”, scrivono, ringraziando “tutta la rete di solidarietà che si è stretta attorno a noi in queste settimane: dai sindacati, ai centri sociali, alla Chiesa e a tutte le realtà che si sono mobilitate ogni giorno”. Nel frattempo, prosegue Perrini, “vogliamo che questa diventi la strada della resistenza, della libertà e dell’interesse pubblico: vogliamo – conclude - una sistemazione decorosa e l'occupazione temporanea di tutta la strada per un'estate resistente”. (4 ago-mol)
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