Roma, 5 ago – “Abbiamo governato insieme, chi non conosce l'autorevolezza del ministro Giorgetti e devo anche dire che in questi anni è stato forse il ministro più decente. Dopodiché non è venuto a dirci niente sullo scostamento, non dove finiranno le risorse, in che cosa migliorerà la vita degli italiani”. Così Silvia Fregolent, senatrice Italia Viva, commentando le comunicazioni alle Camere del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. “Noi – aggiunge - non siamo contrari allo scostamento in generale, lo abbiamo fatto anche noi quando governavamo, in cambio di riforme e in cambio di un ammodernamento del Paese, in cambio di quei famosi 80 euro che sono stati forse l'unico vero taglio del costo del lavoro. Oggi – sottolinea Fregolent - ci viene chiesto in maniera generica e in maniera generica si fa riferimento al Safe, che per chi non conosce questo termine è quanto servirà per fare la difesa unica europea. Sono soldi in prestito, certo l'alternativa è metterli con i Bot degli italiani, perché come sapete Trump ha deciso di ritirarsi dalla protezione dell'Europa, e quindi alla difesa europea ci deve pensare l'Europa”. “E non è – continua la senatrice - un'ipotesi lontana che ci possono essere degli attacchi, non soltanto militari, ma attacchi sulla cyber sicurezza, che clonano i nostri telefoni, i nostri conti correnti: noi dobbiamo essere attrezzati e oggi non lo siamo, non lo siamo sufficientemente”. “Sul tema armamento – continua Fregolent - la penso come il presidente della Regione Friuli, il leghista Fedriga, il quale ha detto questo duopolio tra spese su istruzione e sanità e spese sulla difesa è un modo sbagliato di affrontare il tema: sono due spese pubbliche entrambe necessarie, una per i confini e l'altra per il nostro benessere, ma anche quella della difesa è per il nostro benessere. Quindi in generale sono due spese che lo Stato deve affrontare, meglio che le affronti lo Stato che non i privati”. Temi, ribadisce Fregolent, su cui il ministro dell’Economia ”è stato molto vago, perché sappiamo che all'interno della maggioranza ci sono dei distinguo importanti, a partire dallo stesso Matteo Salvini che non si occupa di fare il ministro dei Trasporti, che vorrebbe fare il ministro degli Interni, che parla di tutto e quindi ha già detto che lui i soldi per gli armamenti non li vuole, forse perché è amico di Putin e forse perché ha in mente altro, però di sicuro non i trasporti”. “Quindi – conclude la senatrice - ho chiesto al ministro di essere un po' più preciso, ma so che non poteva esserlo perché questa maggioranza è troppo dilaniata e divisa su un tema così fondamentale, e quindi nella vaga idea di ottenere lo scostamento rimarrà il dubbio di come riempire le caselle”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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