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direttore Paolo Pagliaro

COVID, DUE TECNICI:
PROTOCOLLI C’ERANO

COVID, DUE TECNICI: <BR> PROTOCOLLI C’ERANO

 "Le norme contro la biocontaminazione esistevano già. Dieci anni prima del Covid". A dirlo sono Roberto Lombardi e Raffaele Tarchiani, due tecnici che in queste settimane hanno chiesto di essere auditi dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid, presieduta dal Sen. Marco Lisei (FdI).

Non sono due cittadini qualunque. Sono i co-autori dei documenti dello Stato che dal 2000 e dal 2010 dettavano le regole per ospedali e lavanderie.

Lombardi, chimico, 27 anni in ISPESL-INAIL-ISS, ha firmato le "Linee Guida del 2000 sul rischio biologico" e sui DPI. Nel 2020 è tra gli autori del documento INAIL sul Covid. Tarchiani, ingegnere e imprenditore di Barberino Tavarnelle, nel 2010 ha co-firmato con ISPESL i "Criteri per la gestione del rischio biologico in una lavanderia industriale".

Nel 2020 l'INAIL ha detto chiaramente: per il Covid applicare il D.Lgs 81/2008 Titolo X. Cioè la legge che già prevedeva FFP2/FFP3, tute, aree in depressione, filtri HEPA. Nel 2010 l'ISPESL aveva già scritto come trattare la biancheria infetta: zona sporca/zona pulita, DPI, norma UNI EN 14065.

"Il manuale c'era – dicono i due –. Il problema è stata l'applicazione".

Durante la pandemia Lombardi riferisce di aver inviato "indicazioni per mail ai vertici del Ministero e dell'ISS". Non ha avuto riscontro.

I due tecnici si mettono a disposizione della Commissione presieduta da Lisei (Fratelli d'Italia). Portano CV, documenti, articoli scientifici e hanno una domanda sola: "Se le regole c'erano, perché non sono state usate?".

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(© 9Colonne - citare la fonte)
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