Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

LA GUERRA INFRANGIBILE
SUI CONFINI D'EUROPA

LA GUERRA INFRANGIBILE <br> SUI CONFINI D'EUROPA

In Ucraina, le dinamiche sul campo e le mosse sullo scacchiere internazionale continuano a seguire due binari paralleli ma stridenti. Da un lato sussiste una parvenza di diplomazia formale che cerca di ritagliarsi uno spazio di manovra con colloqui a distanza e rassicurazioni di facciata; dall'altro. ogni giorno presenta il suo conto di sangue la realtà materiale di un conflitto che colpisce senza sosta le infrastrutture nevralgiche del paese invaso e la vita dei suoi civili, lambendo in modo sempre più pericoloso i confini dei paesi vicini. L'illusione di una tregua passeggera, legata a doppio filo ai recenti contatti diplomatici promossi dagli inviati americani, si è dissolta nel giro di poche ore sotto il peso di nuovi bombardamenti aerei e con droni. I tentativi della Casa Bianca di favorire una mediazione tra i belligeranti scontrano la propria ambizione con un quadro strategico rigido. Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso all'inquilino della Casa Bianca Donald Trump la tesi secondo cui Mosca non nutrirebbe “intenzioni aggressive” nei confronti dei paesi europei. Una posizione rivendicata nel corso di un lungo colloquio telefonico avvenuto a seguito della missione degli emissari statunitensi. Tuttavia, la distanza tra i toni distensivi usati nei dialoghi con l'amministrazione americana e le azioni militari concrete rimane abissale. La convinzione manifestata dal Cremlino di poter raggiungere gli obiettivi strategici fissati prima dell'avvio delle ostilità si scontra con la determinazione di Kiev e dei suoi partner occidentali nel rafforzare la difesa aerea del paese.

IL RAID SUL VALICO DI STAROKOJACHE E LA PRESSIONE SUI CONFINI MOLDAVI. Il livello di rischio lungo le direttrici commerciali e logistiche dell'Ucraina si è alzato ulteriormente nelle ultime ore. Durante la notte, le forze armate russe hanno sferrato un attacco concentrato di droni contro il valico di frontiera di Starokojache, infrastruttura strategica posizionata al confine con la Moldavia, a circa settanta chilometri da Odessa e a centotrenta dalla capitale moldava Chișinău. L'incursione ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre tre tra i civili presenti nello snodo doganale, secondo quanto reso noto dal governatore della regione di Odessa, Oleh Kiper. L'impatto dei droni ha causato danni strutturali rilevanti all'impianto, costringendo le autorità ucraine a sospendere temporaneamente le operazioni di controllo e il traffico transfrontaliero. Il servizio della Guardia di Frontiera ucraino ha informato tempestivamente i comandi della Moldavia per coordinare la gestione dell'emergenza e la deviazione dei flussi di trasporto. L'episodio dimostra come la pressione militare russa punti a paralizzare i corridoi terrestri di collegamento tra l'Ucraina e i paesi confinanti, aumentando l'isolamento logistico di Kiev e creando motivi di forte apprensione per la sicurezza dei paesi limitrofi.

L'ESCALATION AEREA SU KIEV, KHERSON E I DISTRETTI REGIONALI. Oggi il bilancio delle operazioni aeree condotte dalle truppe di Mosca documenta una pressione costante su gran parte del territorio ucraino. Nelle ultime ventiquattro ore, gli attacchi hanno interessato ben sei distretti della regione di Kiev, provocando un bilancio provvisorio di due morti e sette feriti. Sempre nell'arco della giornata, la regione meridionale di Kherson è stata sottoposta a intensi bombardamenti di artiglieria e incursioni aeree che hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre quindici. L'ondata di attacchi notturni ha visto l'impiego massiccio di droni da ricognizione e da attacco lanciati dalle forze russe a partire dalla serata. I sistemi di difesa aerea ucraini sono riusciti a intercettare e neutralizzare 165 droni in vari settori del paese. Nonostante l'elevata percentuale di abbattimenti, la quantità complessiva di vettori lanciati continua a mettere a dura prova la tenuta delle infrastrutture civili ed energetiche.

L'attacco giunge a breve distanza temporale dai raid sferrati ieri sulla capitale ucraina dopo una pausa di tre giorni. L'incursione di ieri su Kiev ha causato la morte di almeno cinque persone e il ferimento di altre venticinque. Tra gli episodi più gravi figura il bombardamento che ha colpito l'edificio di una stazione televisiva mentre era in corso una trasmissione in diretta, provocando il ferimento di cinque persone, come confermato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nella stessa giornata di ieri, altre quattro persone hanno perso la vita in seguito ai bombardamenti aerei russi che hanno martellato le regioni di Dnipropetrovsk, Chernihiv e Zaporizhzhia. Sul fronte opposto, un uomo è rimasto ucciso nella regione russa di Bryansk a causa di bombardamenti transfrontalieri.

IL COSTO UMANO DEL CONFLITTO E LA RISPOSTA DELLA DIFESA AEREA. A oltre quattro anni e mezzo dall'inizio dell'invasione su vasta scala, la portata del confronto militare continua a registrare cifre spaventose sul piano delle perdite materiali e umane. Secondo i dati aggiornati diffusi dallo Stato Maggiore delle forze armate di Kiev, le perdite complessive subite dalle truppe russe dall'inizio delle ostilità hanno superato la soglia di 1,5 milioni di soldati, tra caduti, feriti e dispersi. Un dato che riflette la natura di una guerra di logoramento combattuta lungo un fronte esteso per oltre mille chilometri.

Di fronte a una minaccia aerea ininterrotta, il governo ucraino ha ribadito ai propri alleati la necessità impellente di rafforzare gli scudi di protezione dei cieli. Una risposta concreta sul piano finanziario e logistico è arrivata dalle istituzioni europee e dai governi alleati. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che l'Unione Europea ha approvato l'acquisto di missili Patriot da destinare alle forze armate di Kiev. L'operazione verrà finanziata attraverso una tranche di 3,2 miliardi di euro attinta dal più ampio pacchetto di prestiti da 90 miliardi destinato al sostegno dell'Ucraina.

Parallelamente, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha confermato che la Germania invierà nuovi sistemi missilistici Patriot, sottolineando come l'Ucraina ne abbia “urgente bisogno” per contrastare i bombardamenti sulle città. Sulla stessa linea si è mosso il Regno Unito, con la decisione di stanziare 100 milioni di sterline per la fornitura immediata di equipaggiamenti per la difesa aerea e relativi sistemi d'intercettazione.

OPERAZIONI D'INTELLIGENCE E CONTROMISURE NELL'AREA NATO E ARTICA. Il confronto tra Mosca e il blocco occidentale si combatte anche sul terreno della sicurezza interna e delle sanzioni internazionali. Le autorità della Romania hanno reso noto di aver sventato un'operazione di sabotaggio coordinata dai servizi di intelligence russi. L'azione di contrasto ha portato al fermo di un cittadino russo sorpreso a raccogliere materiale fotografico e video su obiettivi strategici di interesse militare sul territorio rumeno, inclusi aerei da trasporto ucraini Antonov in transito. L'episodio conferma la tendenza segnalata dalle cancellerie europee circa il rischio di attività ibride volute dal Cremlino per destabilizzare i paesi membri della NATO.

Spostando lo sguardo sullo scenario artico, la Norvegia ha completato le procedure di rimpatrio in Russia per 69 passeggeri di nazionalità russa che si trovavano a bordo di una nave sequestrata nelle acque del nord. L'imbarcazione era stata intercettata e posta sotto fermo dalle autorità norvegesi su richiesta della compagnia energetica statale ucraina Naftogaz, in applicazione della sentenza esecutiva emessa nel 2023 dalla Corte Permanente di Arbitrato dell'Aia per il risarcimento dei danni subito dagli asset energetici in Crimea.

NELLA FOTO: Il posto di frontiera tra Ucraina e Moldavia colpito dai russi.

(9 SET – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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