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L. Elettorale, Musolino (Iv): Maggioranza senza accordo, cambia regole in base ai sondaggi

Roma, 9 set. - "È paradossale il modo in cui questa maggioranza intende condurre i lavori sulla legge elettorale". Lo afferma la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, criticando la decisione di arrivare in Aula senza mandato al relatore dopo settimane di esame in Commissione. Una scelta che, sottolinea, comporterà il riesame in Assemblea di numerosi nodi ancora aperti, dalle preferenze alla soglia per l'assegnazione del premio di maggioranza, fino alle modifiche alla cosiddetta norma anti-frammentazione. "Il testo che si porta in Aula è esattamente quello che è uscito dalla Camera", osserva Musolino, ricordando che dovranno quindi essere nuovamente esaminati e votati gli emendamenti presentati sui diversi aspetti della riforma. "Che significa tutto questo? Che la maggioranza non ha un accordo, procede per tentativi, procede sull'eco di quelli che sono i sondaggi", afferma la senatrice, secondo la quale il centrodestra starebbe cercando "aggiustamenti in corsa" alla luce di rilevazioni che mostrerebbero un calo della maggioranza rispetto alle opposizioni. Per Musolino, in particolare, l'ipotesi di abbassare dal 42 al 41% la soglia necessaria per ottenere il premio di maggioranza sarebbe indicativa di una riforma costruita sulla base della convenienza elettorale del momento. "Si gioca tutto su quell'uno per cento, perché dalle ultime rilevazioni la maggioranza arrivava intorno al 41,5: non riesce a prendere il 42, forse supera stentatamente il 41 e quindi è pronto l'emendamento per stare nella soglia del 41", sostiene. "Se però dopodomani, prima che si chiuda l'esame della legge elettorale, un sondaggio dovesse dire che non ce la fanno neanche al 41, cosa succederà?", domanda Musolino, paventando una nuova modifica del testo e un ulteriore passaggio alla Camera. "Sveliamolo agli italiani: qui è tutto un artificio. Non è nulla di sensato, non è nulla fatto nell'interesse del Paese. È semplicemente una manovra politica di bassa lega", attacca. Secondo l'esponente di Italia Viva, l'obiettivo della riforma sarebbe quello di "perpetuare il potere" di una maggioranza che, a suo giudizio, teme di non poter più vincere utilizzando la stessa legge elettorale del 2022. Musolino critica anche la tempistica dell'intervento, richiamando il principio secondo cui le regole elettorali non dovrebbero essere modificate a ridosso del voto. "Si finge di dire che la legge elettorale sia stata modificata con un anno di tempo prima della fine della legislatura", afferma. La senatrice collega infine la questione alla possibilità di elezioni anticipate. "Se poi la maggioranza non dovesse acconsentire al diktat della Meloni, già sappiamo che la minaccia sventolata stamattina è che scioglierà le Camere e li manderà nuovamente alle urne a gennaio. Se questa è stabilità, francamente c'è molto da discutere”. 
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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