Roma, 9 set. - Il ddl sull'antisemitismo "non è uno strumento per combattere seriamente l'antisemitismo, che è una piaga sociale, ma rischia di comprimere la libertà di espressione, di stampa e accademica". Lo ha detto Laura Boldrini, deputata del Pd, parlando con i cronisti alla manifestazione contro il provvedimento in corso oggi davanti a Montecitorio. "Chiunque abbia a cuore la libertà di espressione, la libertà di stampa, la libertà accademica e la libertà di parlare non può sostenere questo provvedimento", ha affermato Boldrini, secondo la quale la normativa italiana dispone già degli strumenti necessari per contrastare i fenomeni di odio e discriminazione, a partire dalla legge Mancino. Nel mirino della deputata dem, in particolare, l'adozione della definizione di antisemitismo dell'IHRA. "Quella definizione è un modo per mettere a tacere le voci che criticano anche aspramente il governo israeliano per quello che ha fatto a Gaza e per quello che sta facendo in Cisgiordania", ha sostenuto. Il rischio, ha aggiunto, è quello di produrre un effetto "chilling", cioè "raffreddante, raggelante", capace di inibire la libertà di pensiero e di espressione "per paura di essere definiti antisemiti". Boldrini ha quindi indicato come possibile alternativa la Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo. "Se ci fosse quella definizione, penso che non ci sarebbero ostacoli a discutere e votare favorevolmente una legge ben articolata", ha spiegato. "Qui, però, parliamo della dichiarazione dell'IHRA, e la dichiarazione dell'IHRA è un'altra cosa".
(PO / Sis)
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