di Paolo Pagliaro
Le società di gas, elettricità, autostrade e ferrovie hanno distribuito 10 miliardi di dividendi negli ultimi quattro anni: se quelle risorse fossero state reinvestite, il potenziamento delle reti sarebbe stato più alto fino al 50%. La rete stradale soffre di manutenzione insufficiente e competenze frammentate; quella idrica perde il 42% dell'acqua immessa; la rete ferroviaria sconta colli di bottiglia che tengono il cargo su rotaia all'11% contro una media europea del 20. Sul gas, pur con infrastrutture adeguate, pesano i costi elevati a causa del legame ancora stretto tra prezzo del gas e prezzo dell'elettricità. Sono alcune delle osservazioni contenute nel rapporto dell’Osservatorio delle Imprese dell’Università Sapienza sui 10 ritardi da colmare per competere nel mondo. Il progetto proposto da una ventina di professori coordinati da Riccardo Gallo ha una prospettiva ventennale ma – finite le celebrazioni per la longevità del governo – ora ci sarebbe una certa fretta, visto che nella classifica globale della competitività l’Italia è scivolata al 45esimo posto su 70 paesi esaminati. Naturalmente non mancano le luci. L'Italia eccelle nella regolazione dell'intelligenza artificiale e nella ricerca, ha buone carte nei data center, nel supercalcolo (Cineca, Leonardo) e nelle reti di telecomunicazione. Ma poiché siamo tra i peggiori del mondo quando si tratta di far rispettare un contratto, molti potenziali investitori preferiscono impiegare i loro capitali in Vietnam, che infatti in classifica ci ha superati.
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione