Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

FBI: I KILLER DI MOSCA
OPERATIVI NEGLI USA

FBI: I KILLER DI MOSCA <BR> OPERATIVI NEGLI USA

Un classico delle spy-story torna a concretizzarsi come una drammatica realtà. La mano violenta della Russia, secondo quanto dichiarato il Vice Procuratore Generale per la Sicurezza Nazionale John A. Eisenberg, è stata scoperta ad agire proprio negli States dove una serie di agenti al soldo dell’intelligence di Mosca “avrebbero operato” almeno dal 2024 “nell'ambito di una rete globale di assassinii che si estendeva fino agli Stati Uniti, tentando di reclutare cittadini statunitensi e stranieri per compiere omicidi su ordine del Cremlino. Azioni come queste – ha aggiunto il procuratore - rappresentano una grave violazione della nostra sovranità e una minaccia alla nostra sicurezza nazionale. Stroncheremo qualsiasi tentativo da parte dei servizi segreti stranieri di operare liberamente nella nostra grande Nazione e non ci fermeremo finché loro e i loro complici non subiranno le conseguenze più severe previste dalla legge federale”. Secondo quanto reso noto dalle autorità americane, “Gli imputati hanno cospirato per conto dei servizi di intelligence russi per commettere violenze, reclutare persone negli Stati Uniti per condurre sorveglianze ed esecuzioni, e finanziare attacchi terroristici contro Paesi che sostengono l'Ucraina”. L'atto d'accusa svelato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti riguarda in particolare cinque membri appartenenti a una rete legata agli apparati di sicurezza di Mosca. L'inchiesta è stata condotta dall'FBI e ha scoperchiato la struttura interna della rete “RIS” (Russian Intelligence Services Network), un apparato capace di muoversi nell'ombra reclutando intermediari sul suolo americano ed europeo per condurre operazioni sporche, sorveglianze mirate e pianificare vera e propria eliminazione fisica di oppositori politici e dissidenti.

L'atto d'accusa rivela dettagli specifici sulle modalità operative di questa rete. Tra le figure chiave individuate dagli inquirenti figura il sessantatreenne Yuri Khrameev, noto come “Colonnello Yuri”, ex ufficiale dell'intelligence russa che operava insieme al figlio ventisettenne Kirill Khrameev e ad altri complici, tra cui il cittadino cubano Yaidel Delgado Suarez, conosciuto con il nome di copertura “Viking”. I reclutatori evitavano di esporsi direttamente nei Paesi bersaglio, preferendo ingaggiare contatti locali via web promettendo ingenti somme di denaro. Nel corso dei mesi scorsi, Suarez ha contattato un residente negli Stati Uniti inviandogli le posizioni di un noto dissidente russo e offrendo fino a 1.500 dollari per riprese video e sopralluoghi logistici. Quando l'obiettivo si è spostato sull'eliminazione fisica, la rete ha alzato la cifra fino a 40.000 dollari, chiedendo in codice di ingaggiare “qualcuno che volesse fare lavori di costruzione”, espressione utilizzata per commissionare un omicidio e far scomparire il bersaglio.

Le indagini evidenziano anche l'azione diretta del “Colonnello Yuri”, che in una chat con un contatto americano è arrivato a offrire 25.000 dollari per eliminare un altro dissidente, con l'accusa di condurre attività ostili contro la patria. Di fronte alle esitazioni dell'interlocutore, l'ufficiale ha proposto compiti alternativi ma remunerativi, come provocare incendi all'interno di magazzini di stoccaggio o danneggiare infrastrutture energetiche e logistiche. L'obiettivo dichiarato era quello di colpire indiscriminatamente le filiere dei Paesi impegnati nel sostegno all'Ucraina, coordinando azioni e trasferimenti di denaro per attacchi incendiari e sabotaggi anche in Europa, con episodi registrati in Repubblica Ceca e Lituania.

I DRONI SULL'AEREO DI ZELENSKY E L'ATTACCO ALLE DELEGAZIONI ESTERE. L'azione della rete ombra di Mosca si intreccia con un clima di aperto pericolo per le leadership occidentali e ucraine. In un'intervista rilasciata ieri alla CBS News, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato che la Russia ha tentato per ben due volte di colpire il suo aereo con dei droni durante i suoi spostamenti ufficiali nelle scorse settimane. “Il mio aereo presidenziale si trovava in Moldavia, ed è proprio per questo che hanno attaccato la Moldavia”, ha affermato Zelensky, spiegando che l'episodio si è ripetuto anche al termine della missione diplomatica: “Al nostro ritorno, passando di nuovo per Chișinău, hanno fatto la stessa cosa”.

La prima incursione aveva trovato un primo riscontro nelle parole del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, il quale aveva riferito che l'aereo di Zelensky era stato “quasi colpito” da un drone nello spazio aereo moldavo il 9 settembre, mentre il presidente ucraino si recava a Oslo per i funerali del re Harald V di Norvegia. Il capo dello Stato ucraino ha aggiunto un dettaglio finora inedito, confermando che uno o due velivoli senza pilota sono entrati nei cieli moldavi anche durante il volo di rientro a Kiev pochi giorni dopo. Se in una prima fase le autorità ucraine avevano mantenuto la massima cautela senza sbilanciarsi sull'intenzionalità del gesto, Zelensky ha espresso la certezza che tali manovre facciano parte di una precisa strategia di intimidazione orchestrata dal Cremlino contro di lui e contro i rappresentanti esteri che visitano l'Ucraina.

Il leader ucraino ha inoltre collegato questi episodi al raid sferrato domenica contro un treno che trasportava una delegazione internazionale guidata dall'ex direttore della CIA David Petraeus e da alti funzionari europei. “Forse non sapevano che ci fossero degli americani, o forse sì, perché io non mi fido di loro. Credo di sì”, ha sottolineato Zelensky, aggiungendo che “Europei, americani... una folta delegazione si trovava su quel treno e lo hanno attaccato”.

TENSIONE NEL MAR BALTICO: SFIORATO L'ELICOTTERO DANESE. Parallelamente alle operazioni clandestine dell'intelligence, l'attrito diretto lungo i confini orientali della Nato registra un'accelerazione senza precedenti, spostando il baricentro della crisi verso il bacino del Mar Baltico. L'ultimo e rischioso episodio in ordine di tempo si è verificato nelle acque internazionali al largo di Gedser, in Danimarca. Un elicottero Fennec delle forze armate danesi, impegnato in una missione di ricognizione visiva e fotografica su una fregata della Marina russa, è stato fatto oggetto del lancio di due razzi di segnalazione sparati dall'equipaggio della nave di Mosca. Uno dei proiettili illuminanti è passato nelle immediate vicinanze del velivolo, sfiorando l'impatto e creando una condizione di immediato ed elevato pericolo per l'incolumità dei piloti.

L'evento ha suscitato l'immediata reazione dei vertici delle istituzioni europee. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha denunciato con fermezza il comportamento “irresponsabile e pericoloso” della Russia, mettendo in evidenza come l'episodio navale nel Baltico e l'abbattimento di un drone russo avvenuto alle prime ore di ieri mattina nei cieli della Lituania ad opera dei caccia della NATO rappresentino segnali indubitabili di una pressione russa deliberata.

LA RISPOSTA POLITICA DELL'UNIONE EUROPEA E LE MINACCE DI MOSCA. Di fronte al moltiplicarsi delle azioni tattiche e delle provocazioni aeree e navali, i Governi europei sollecitano una sterzata nella strategia di contenimento. L'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas ha dichiarato dinanzi al Parlamento europeo riunito a Strasburgo che, di fronte all'aumento sistematico degli attacchi ibridi, l'Unione deve imporre “un costo maggiore” alla Federazione Russa, ammonendo che “Vladimir Putin non si fermerà a meno che non lo fermiamo noi”. Sulla stessa linea si è espresso il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, il quale ha sottolineato che la Francia è “bersaglio della rinnovata aggressione di Vladimir Putin” e ha invitato i Paesi membri a non “lasciarsi intimidire” dai tentativi del Cremlino di destabilizzare le istituzioni democratiche in vista dei passaggi elettorali previsti sul continente nel 2027.

Da parte sua, la diplomazia russa ha rigettato le accuse rilanciando il livello dello scontro verbale. La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova è intervenuta sul progetto di “deterrenza nucleare avanzata” proposto dalla Francia a giugno, al quale ha annunciato lunedì di voler aderire anche la Finlandia. Zakharova ha definito l'iniziativa “imprudente”, avvertendo che l'estensione dell'ombrello atomico a ridosso dei confini russi comporta gravissimi “rischi” per la stabilità strategica globale. (16 SET – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola