Nel 2025 i giovani italiani tra 18 e 24 anni che avevano abbandonato la scuola prima del diploma erano l’8,2% del totale. Un dato in miglioramento (più basso dell'obiettivo Ue del 9%) e che raggiunge quindi l’obiettivo europeo per il 2030. Tuttavia, rimangono criticità soprattutto nelle città e tra i giovani non italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Fondazione Openpolis. Nel 2025 in media in Europa i giovani che avevano abbandonato la scuola prima del tempo erano il 9,1% del totale. Una quota sempre più vicina al raggiungimento della soglia del 9%, fissata dalle istituzioni Ue come obiettivo per il 2030. In questo quadro, l’Italia rientra tra i 17 paesi Ue che hanno già raggiunto il target. Un conseguimento che corona oltre un decennio di sforzi per raggiungere questo target: a metà degli anni 2000 la quota di abbandoni superava il 20%, poi scesa sotto il 14% nel corso degli anni ’10, per poi calare ulteriormente, sulla scorta dell’obiettivo Ue. Nell’ambito dell’agenda 2020, l’Unione europea aveva fissato come obiettivo che – entro quell’anno – i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale. Nel febbraio 2021 l’obiettivo è stato abbassato al 9%. In un quadro di miglioramento, resta comunque forte la prevalenza degli abbandoni in alcuni contesti territoriali e sociali. Il fenomeno supera ancora il 9% nelle città. E la situazione, in base ai dati dell’ultimo censimento, appare più grave nei quartieri con più famiglie in potenziale disagio. Oltre un quarto dei giovani tra 18 e 24 anni di Catania ha lasciato la scuola prima del diploma. Seguono Palermo e Napoli. I quartieri con più famiglie con figli in disagio spesso sono anche quelli con più abbandoni scolastici precoci. In Europa la situazione appare molto differenziata. Gli stati in cui il fenomeno incide maggiormente sono Romania e Germania, dove raggiunge rispettivamente il 15,5% e il 13,1%. E proprio la Germania – insieme ad altri del nord Europa – negli anni scorsi si è allontanato dalla traiettoria europea. La Spagna è terza per incidenza del fenomeno (12,8%) e la Francia si attesta al 7%. Incidenza ancora più contenuta in Polonia, dove scende al 4%. Le differenze tuttavia non sono solo tra paesi, ma anche al loro interno. A partire dalla faglia che divide città e aree rurali. A livello europeo, in media, il fenomeno colpisce soprattutto le aree rurali (9,6%) e gli abitati ad urbanizzazione intermedia (10,1%), mentre coinvolge relativamente meno le città (8%).
Nel caso italiano, lo spaccato dell’abbandono scolastico rispetto al grado di urbanizzazione restituisce una fotografia diversa. Nelle città la quota di abbandoni precoci sfiora la doppia cifra (9,5%), mentre è sensibilmente più contenuto nelle aree intermedie (7,3%) e in quelle rurali (8%). Segnale di una possibile difficoltà dei territori ad alta densità abitativa e, in particolare, delle loro periferie. Una difficoltà che spesso è collegata alla situazione socio-economica delle famiglie in queste zone, e che ci ricorda quanto la condizione di partenza e gli esiti educativi possano essere strettamente connessi. In media, gli abbandoni scolastici precoci incidono maggiormente a Catania, dove oltre un giovane su 4 ha lasciato la scuola prima di raggiungere il diploma (26,5% del totale nel 2021). Seguono Palermo al secondo posto con il 19,8% e Napoli al terzo con il 17,6%. I livelli di abbandono precoce sono leggermente più contenuti a Cagliari (16,3%) e Messina (14,6%). A metà classifica Genova e Bari, entrambe con il 13,8%. Al di sotto del 10% Roma e Reggio Calabria. Tra i giovani con cittadinanza non italiana l’uscita precoce dal sistema di istruzione è ancora più frequente. A Catania sono il 68,6%, a Bari il 60%, a Cagliari il 59,2%. Superano il 50% anche Napoli (55,9%) e Palermo (54,2%) e Messina (53,2%). Si avvicina molto a questa quota Reggio Calabria (49% dei giovani stranieri nel 2021 aveva lasciato la scuola prima del diploma). I tassi di abbandono più contenuti tra i ragazzi stranieri si riscontrano a Roma, Bologna, Milano e Torino, dove comunque superano un terzo del totale. Tra le ragazze di 18-24 anni gli abbandoni precoci sono meno frequenti. Al primo posto si registra Catania con il 23,7%. Seguono alcune delle maggiori città del mezzogiorno come Palermo (18,1%), Napoli (15,7%), Messina (12,5%) e Cagliari (11,7%). L’avere i genitori a loro volta senza diploma è uno dei fattori che influisce più frequentemente sulla scelta dei giovani di lasciare il percorso di studi, come abbiamo avuto modo di raccontare in passato. A testimonianza di come questo fenomeno contribuisca a irrigidire l’ascensore sociale. Oltre un terzo di chi ha lasciato la scuola precocemente ha i genitori senza diploma a Catania (36,5%). Quote significative anche a Cagliari (31,9%) e Palermo (29,1%). “Questa relazione – si legge nell’analisi - suggerisce che il contesto socio-economico svantaggiato possa rappresentare un fattore di rischio per l’abbandono scolastico” e “le difficoltà economiche familiari possono limitare l’accesso a risorse educative aggiuntive, creando la necessità di un ingresso precoce nel mondo del lavoro (talvolta anche informale), o semplicemente riflettere un minor capitale culturale che supporti il percorso formativo”. (16 set - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione