di Paolo Pagliaro
Da anni chiediamo più fondi per salvare il Servizio sanitario nazionale. Oggi cominciamo a chiederci quanti soldi potremmo risparmiare se il sistema fosse più efficiente. L’Anaoo, il sindacato dei medici, sostiene che sarebbe di 22 miliardi il risparmio che ogni anno si otterrebbe riducendo gli sprechi e utilizzando l’intelligenza artificiale.
Alla voce sprechi c’è un elenco lungo. Circa il 30% dei ricoveri non è necessario, potrebbe essere gestito in day hospital o in assistenza territoriale. Un ricovero costa dai 3 mila ai 4500 euro. Il 40% del tempo dei medici se ne va in burocrazia: lo dedicano a cartelle cliniche, referti, comunicazioni. Il 15% degli esami è duplicato. Altri miliardi se ne vanno per farmaci e dispositivi inutili.
Secondo l’Anaoo un uso appropriato dell’intelligenza artificiale potrebbe risolvere molti problemi Vengono citati progetti già operativi: al Sant'Orsola di Bologna l'IA supporta la diagnosi precoce dei noduli polmonari; un algoritmo sviluppato da ricercatori italiani negli Stati Uniti realizza terapie oncologiche personalizzate. Alle Molinette di Torino l'IA assiste la chirurgia epatica misurando in tempo reale i margini di resezione. Il progetto Telemo, sviluppato dal Cnr di Pisa con la Regione Toscana, porta lo screening del melanoma anche in aree prive di accesso a un dermatologo.
L’avvertenza finale è che l’intelligenza artificiale deve ridurre gli sprechi, non il personale, che anzi – con questi risparmi - potrebbe essere trattato come merita.





amministrazione