Donald Trump si prepara a prendere una "decisione importante" sulla guerra in Iran e valuta se riprendere un’offensiva militare per cercare di concludere il conflitto. "Voglio entrare e annientarli oppure no? È una grande decisione. Con me può succedere di tutto", ha detto il presidente americano all’agenzia Axios. Le dichiarazioni arrivano mentre Teheran rivendica il sequestro di una petroliera nello Stretto di Hormuz e l’Italia prepara un piano per proteggere il transito delle navi di interesse nazionale attraverso Bab el-Mandeb. Martedì 22 settembre, a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Trump incontrerà i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. Secondo Axios, il vertice potrebbe contribuire a definire la prossima fase della guerra, tra una possibile ripresa della diplomazia e una nuova escalation militare. Intanto Washington ha annunciato altre sanzioni: due entità e tre individui sono stati colpiti per aver agevolato, secondo gli Stati Uniti, l’impiego di reti di valuta digitale da parte del regime iraniano per finanziare attività destabilizzanti. Il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott ha ribadito su X che gli Usa proseguiranno la campagna per prosciugare le risorse finanziarie di Teheran.
Sul fronte marittimo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito e sequestrato la petroliera Trend, battente bandiera del Togo, nello Stretto di Hormuz. Secondo la nota riportata dall’agenzia statale Irna, il sequestro è avvenuto dopo un incendio a bordo. Giovedì sera, il centro britannico UKMTO ha segnalato un attacco contro una nave nello Stretto, precisando che l’equipaggio risulta al sicuro. Non è chiaro se i due episodi coincidano. In una dichiarazione alle agenzie Mehr e Tasnim, i Pasdaran hanno rivendicato un attacco contro una nave accusata di effettuare un "passaggio illegale". L’Iran sollecita le imbarcazioni commerciali a chiedere il permesso e a seguire una rotta approvata dal regime prima di attraversare Hormuz. Cbs News, citando funzionari statunitensi, ha riferito che Teheran ha intercettato due droni americani "nei giorni scorsi". Per il Mar Rosso, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto ai vertici militari una valutazione della situazione operativa e di sicurezza e la predisposizione di un piano per il libero transito delle navi di interesse nazionale attraverso Bab el-Mandeb. Le indicazioni sono rivolte al capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, al capo di Stato maggiore della Marina Giuseppe Berutti Bergotto e al comandante del Covi Giovanni Maria Iannucci. Crosetto ha chiesto di verificare se il quadro giuridico permetta di richiamare sotto comando nazionale capacità italiane già nell’area, impiegate in altre operazioni, oppure se serva una nuova autorizzazione parlamentare. La Marina indica la protezione del naviglio e la tutela della libertà di navigazione, nel rispetto dei mandati e delle regole di ingaggio. Da marzo il contingente dell’Aeronautica protegge forze e interessi nazionali nell’area, a supporto delle forze armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.
Seul esclude un intervento nella guerra. "Non schiereremo truppe né mezzi militari in tal senso", ha dichiarato il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, rispondendo alle notizie su un possibile invio di forze a Hormuz. La Corea del Sud svolgerà le attività minime necessarie a proteggere le proprie navi mercantili e le rotte petrolifere. Israele rafforza intanto le forze su tutti i fronti in vista dello Yom Kippur, su ordine del capo di Stato maggiore Eyal Zamir. L’Idf annuncia truppe nei comandi settentrionale, meridionale e centrale, compagnie di riservisti disponibili in caso di necessità e un potenziamento delle unità navali in mare. Zamir aveva già disposto il mese scorso la massima allerta durante le festività ebraiche, senza riduzioni delle forze. (18 set - red)
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