L'accelerazione che il governo vuole imprimere alla protezione dei mercantili italiani nello Stretto di Bab El-Mandeb per difendere l'economia nazionale è una “necessità indubitabile", “con lo Stretto di Hormuz bloccato e lo Stretto di Bab El-Mandeb semi-bloccato “il Mediterraneo centrale è tagliato fuori e non solo avremmo un contraccolpo sugli approvvigionamenti, con tutto quel che sappiamo dell'inflazione, ma i nostri porti ne sarebbero strangolati". Lo afferma, in una intervista a La Stampa, il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa. “La decisione di prendere un'iniziativa nazionale per proteggere navi italiane, come leggo nel tweet di Guido Crosetto, risponde a un'esigenza strategica del nostro Paese che non può aspettare i tempi fin troppo lunghi del Consiglio europeo", “siamo rimasti soli e allora ci difendiamo da soli. Il disappunto lo leggo tra le righe anche io, quando un'esigenza di sicurezza delle rotte commerciali che è comunque europea, ma più in particolare italiana, non riceve la necessaria attenzione dagli altri", "il tweet del ministro mi sembra chiarissimo. Parla espressamente di una protezione da parte della nostra Marina militare rivolta alle navi mercantili italiane. E quindi direi che, fintanto che l'Unione europea o chi per lei non si riattiva (e questo è il lavoro politico da incrementare), noi operiamo secondo direttive nazionali, perché non possiamo aspettare i tempi lunghi di questo lavoro politico". E conclude: "Premesso che Aspides non ha mai mollato del tutto, c'è in effetti il rischio di essere coinvolti in lanci di ordigni vari" e "le navi italiane che presumibilmente possono essere impiegate, però, dispongono di sistemi di protezione di ottimo livello per sé stesse e per i convogli a cui verrebbero affiancate" e ricordando che "contro i droni, sono molto efficaci le artiglierie di bordo: sono molto avanzate dal punto di vista del tiro, con proiettili che hanno un sistema di guida, e hanno un costo ragionevole", mentre "contro i missili, le nostre navi a bordo hanno missili di tipo Aster 15 e Aster 30, gli stessi utilizzati nel sistema italo-francese Samp/t, che sono molto buoni, ma sono anche molto pochi".
"Non siamo più davanti a una questione che riguarda soltanto il costo di un container o i tempi di una nave. Se alla crisi dello Stretto di Hormuz si sommasse una compromissione della navigabilità di Bab el-Mandeb, saremmo davanti a un rischio sistemico per il nostro sistema economico e, quindi, per il Sistema Paese" l’allarme lanciato da Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export, alla luce dell’evoluzione della situazione nelle principali rotte marittime internazionali e delle dichiarazioni del Ministro della Difesa Guido Crosetto sulla necessità di tutelare il transito delle navi italiane. Il Forum Italiano dell’Export ritiene che “la sicurezza delle rotte marittime sia ormai parte integrante della sicurezza economica nazionale. Hormuz significa energia e approvvigionamenti. Bab el-Mandeb significa accesso al Mar Rosso, Suez, Mediterraneo e una parte fondamentale dei collegamenti commerciali tra Asia ed Europa. La pressione simultanea sui due passaggi produrrebbe conseguenze lungo l’intera catena: noli, assicurazioni, carburanti, tempi di navigazione, capitale circolante delle imprese, approvvigionamenti e competitività delle esportazioni italiane”.(18 set - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione