“La decima edizione del Festival della Cooperazione Internazionale di Ostuni, in Puglia, cade in una fase storica molto complessa, segnata da una serie di crisi di livello globale: da quella ambientale a quella pandemica, da quella economica a quella geopolitica. Siamo in una situazione - come dicono molti studiosi - di ‘policrisi’ dell'intera civiltà. Per questo noi abbiamo raccolto per il Festival le voci più autorevoli che stanno riflettendo su questa tematica e su come uscire da questa situazione così difficile, drammatica, buia per l’intera l'umanità”. A parlare a 9Colonne è il medico psichiatra Franco Colizzi, Coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale. La X edizione del Festival è in programma in Puglia dal 5 all’11 ottobre con il tema «Civiltà dell’amore, civiltà della terra». L’evento si inserisce anche nella Campagna nazionale per l’inclusione di AIFO e propone un programma articolato tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana, Latiano e Lucera, con iniziative che intrecciano cooperazione internazionale, pace, disabilità, salute, demenze, diritti umani, cultura e partecipazione. “Il Festival – continua Colizzi - si configura da una parte come un dialogo continuo su questi temi, dall'altra come un appello concreto ad intervenire subito, soprattutto attraverso un incremento forte della consapevolezza della condizione in cui viviamo, della complessità, ma anche delle opportunità e della necessità di intervenire, di assumere le responsabilità, di prendere coraggio e quindi di partecipare a un cambiamento di visione necessario. Questo cambiamento - aggiunge - è già delineato da tempo, da tante figure, da tanti impegni, da tante esperienze internazionali e viene racchiuso in quella che noi chiamiamo la ‘civiltà dell'amore’: un amore forte, concreto, attivo, un amore politico non violento che possa pervadere singoli, popoli, Stati, Istituzioni internazionali. Questo potrebbe spingere verso quella che altri studiosi hanno definito una ‘nuova civiltà della Terra’. Anche questa sta fermentando nel mondo, ma occorre dalla forza per farla diventare la città reale della futura umanità” spiega Colizzi. “Certo, - aggiunge il Coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale - può sembrare utopia, ma è ciò che realmente serve : questa è la via. Il Festival è dunque pieno di appuntamenti, tra questi in particolare, quello sulla cooperazione internazionale per le vittime delle guerre, - in particolare dell'Ucraina e della Palestina - , e sul piano concreto è in programma un evento, il primo di apertura del Festival, che parla proprio di collaborazione tra le città di Ostuni, di San Vito dei Normanni e Kobleve in Ucraina. Al Festival avremo testimonianze, ma anche proposte concrete e la possibilità di mettere assieme Associazioni, cittadini, gruppi e istituzioni”. (Gil)





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