di Paolo Pagliaro
Helen Joanne Cox – quarantunenne deputata laburista, madre di due bambine di tre e cinque anni – fu assassinata il 16 giugno 2016, nei pressi di Leeds quando mancavano sette giorni al referendum sulla Brexit. Testimoni riferirono che il neonazista Thomas Mair – prima di spararle con un fucile a canne mozze e di finirla con il pugnale – aveva urlato «Britain first».
Nel corso del processo, conclusosi con la condanna all’ergastolo, l’accusa sostenne che era stato il clima eccitato del referendum a spingere Mair al suo gesto, facendogli colpire una giovane parlamentare schierata per il no alla Brexit, che di lì a poco avrebbe invece trionfato.
Sono trascorsi 10 anni e oggi la maggioranza degli inglesi ha cambiato idea. Al punto che ieri il nuovo primo ministro Andy Burnham non ha escluso il ritorno della Gran Bretagna nella Ue. “La Brexit ha portato più guai che benefici al nostro Paese. Ci ha impoveriti” ha detto il premier laburista. Aveva ragione Jo Cox.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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