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Trump e Putin, sintomi di un male oscuro

Trump e Putin, sintomi di un male oscuro

di Vittorino Biefiori

Nell'attuale scenario mondiale un osservatore superficiale potrebbe ritenere il tycoon americano la causa di un pericoloso disordine che ancora non sfocia nel  dramma irreparabile, come potrebbe essere una guerra mondiale, alla quale si ha però la sensazione  di essere sempre piú vicini. Trump e Putin, due autentici fascisti, rappresentano invece i sintomi piú gravi di questo disordine ma essi hanno trovato un terreno fertile per mettere in atto i loro progetti. La persona umana non é piú la prioritá, sostituita dalla finanza, che sola sembra garantire il potere.  É il famoso filo refe, con il quale vengono rilegati i libri, ma che in alcune regioni, come il Veneto, veniva usato per tagliare le fette della polenta scodellata sulla tafferia, chiamata in questa regione panára. A significare che senza quel filo non si poteva accedere al pur misero companatico, rappresentato spesso da un'unica aringa per tutti i commensali.
 Nelle  democrazie in crisi, dove ci sono, e naturalmente nei regimi dittatoriali lo scopo supremo dei governi non é piú il Bene Comune, come nel secolo scorso, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale. La dignitá umana non é piú un identico valore per tutti gli abitanti del pianeta. Non lo é per i Migranti, non lo é per i bambini sfruttati nel lavoro in molti paesi del continente africano e in qualche Stato del Medio ed Estremo Oriente, non lo é piú neppure per chi la pensa diversamente  da chi detiene il potere. I rapporti diplomatici non sono piú la via maestra per un multilateralismo che garantisca l’equilibrio fra gli Stati a garanzia della Pace, uno dei valori supremi.
Negli Stati europei ad esempio la riconversione industriale ha trovato il suo sbocco principale nella produzione di armi, garantita da forti stanziamento nei bilanci pubblici, che possono arrivare, come in Germania, al 10 per cento. Dimensioni sostenibili solo togliendo risorse a scuola, sanitá, servizi sociali per tutti ma soprattutto per i piú deboli. Il tutto ammorbato dal profitto come bene supremo che solo i piú forti possono garantirsi.
Trump e Putin, i due sintomi piú appariscenti del caos mondiale, sono quotidianamente operativi, uno in Ucraina, quindi in Europa, l'altro prevalentemente nel Medio Oriente. I sintomi non hanno aiutato a guarire la malattia, ma l'hanno resa cronica. L’unica voce che si oppone a questa deriva è quella dell’americano assurto al soglio pontificio col nome di Leone  XIV. Servirebbe una reazione popolare, una grande rivoluzione. Ma oggi i popoli lottano  per mantenere il precario benessere raggiunto o sono impegnati a raggiungerlo col rischio di perdere anche ciò che già hanno.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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