A pochi giorni dal secondo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, la corsa tra Lula e Bolsonaro resta apertissima. Secondo Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella ripartizione America Meridionale, il Paese continua a essere attraversato da una forte polarizzazione politica, ma alcuni segnali, a partire dalla mobilitazione dei giovani e dei cittadini che si erano astenuti al primo turno, potrebbero favorire una rimonta del leader del Partito dei Lavoratori. In un contesto segnato dal ruolo sempre più influente dei social network e dalla diffusione delle fake news, la battaglia per il consenso si gioca soprattutto negli ultimi giorni di campagna elettorale.
Gli equilibri sembrano essersi leggermente modificati. Quali sono i meccanismi a cui stiamo assistendo?
Stiamo assistendo a un'elezione molto polarizzata, dove sorprendentemente il figlio dell'ex presidente Bolsonaro al primo turno ha avuto un vantaggio, sia pur lieve, rispetto allo storico leader della sinistra brasiliana Lula. A pochi giorni dal secondo turno la situazione sta cambiando nuovamente: sembra che ci sia un recupero soprattutto rispetto all'elettorato che non ha votato, ai giovani e anche ai più anziani, da parte del presidente Lula. Siamo però ancora di fronte a una polarizzazione che probabilmente si scioglierà soltanto nelle ultime ore a vantaggio di uno dei due contendenti.
Tra gli elementi di novità di queste elezioni, la partecipazione dei giovani mostra caratteristiche degne di nota?
In Brasile possono votare, anche se per loro il voto non è obbligatorio, anche i giovanissimi. Si può votare dai 16 anni, mentre dai 18 il voto diventa obbligatorio. Questi giovani stanno capendo che molte conquiste in termini di inclusione, diversità di genere, tolleranza e multiculturalità sono dovute a Lula. Una cosa di cui forse non erano completamente consapevoli e che potrebbe diventare un fattore decisivo anche nel secondo turno.
In uno dei suoi recenti interventi lei ha segnalato il fenomeno social. Ce lo descrive?
I social in Brasile, come nel resto del mondo ma forse più che altrove, stanno avendo un ruolo determinante. Sono stati alimentati da una fortissima campagna, probabilmente sostenuta anche da Trump, dagli Stati Uniti e da finanziatori più o meno occulti. Nelle scorse elezioni strumenti come WhatsApp, Instagram e TikTok hanno avuto un impatto enorme. La velocità con cui si diffondono le fake news, spesso difficili da smentire, sta producendo effetti importanti e pare danneggiare Lula. Basta guardare ai profili di molti candidati eletti al primo turno: sono influencer con milioni di follower.
Sui media internazionali è apparsa la notizia che anche Lula sta trovando degli appoggi per una campagna social, cosa sta accadendo?
Lula ha capito che questo rappresenta un punto debole della sua campagna, forse troppo tradizionale. Per questo si sta affidando ad alcuni giovani deputati del PT eletti al primo turno, che stanno riorientando la comunicazione verso contenuti più rapidi, immediati e vicini ai linguaggi delle nuove generazioni. È una novità nella campagna di Lula e del Partito dei Lavoratori che potrebbe contribuire a compensare il tradizionale vantaggio di Bolsonaro sui social.
Se dovesse descrivere a un giovane che vive all'estero ma che è curioso del Brasile la differenza tra Lula e Bolsonaro, come la descriverebbe?
Lula rappresenta il paladino della giustizia sociale e di un Brasile meno elitario e più democratico, Bolsonaro è la faccia di un Brasile nascosto, molto duro, autoritario che con un volto giovanile vuole riportare il Brasile indietro nel tempo. (Sab - 20 ott)





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