Roma, 20 ott - “Davvero una bellissima iniziativa, grazie alla senatrice Rossomando, grazie a tutte le organizzazioni che si sono adoperate per questa due giorni di riflessioni particolarmente utili e preziose, anche in virtù della fase che attraversiamo. Sembra sempre di rischiare di fare, piuttosto che qualche passo avanti, qualche passo indietro, soprattutto da un po' di tempo a questa parte. Invece tutti i dati ci dicono che una parità effettiva e sostanziale non solo sarebbe un passo avanti di giustizia verso le donne, ma soprattutto un passo avanti per i modelli di crescita e di sviluppo del Paese, per rendere anche questo Paese oltre che più giusto anche più competitivo e più sano”. Così Valeria Valente, senatrice Pd, intervenuta nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani all'evento "Dalla parità formale alla parità sostanziale. A 80 anni dall'Assemblea costituente, il contributo di UN Women Italy per una roadmap condivisa e una trasformazione concreta". “Purtroppo – sottolinea la componente della Commissione Femminicidio, di cui è stata presidente - differenze e disparità sostanziali tra donne e uomini sono veramente tante. Credo che alla fine la ragione stia tutta nel fatto che fatichiamo ancora a vedere che i modelli di crescita e di sviluppo sono stati pensati e costruiti non come neutri, come ce li spacciano da un po' di tempo, ma essenzialmente a misura di uomini”. “Ce li spacciano come neutri – continua Valente - pensando che le donne che entrano dentro la dimensione pubblica debbano adeguarsi, ma questo finisce non solo per non valorizzare la specificità, i talenti e le competenze effettive delle donne, ma soprattutto per massificare, uniformare e quindi sottrarre al sistema Paese, direi anche al sistema mondo in questa fase, la straordinaria forza di impatto che potrebbero avere le donne con la loro diversità”. Secondo la senatrice dem, “affermare un altro modello di sviluppo significherebbe per esempio pensare a uno sviluppo sicuramente più sostenibile, a uno sviluppo che mette al centro l'umano, la cura della persona e quindi un sistema che, oltre a essere più giusto, potrebbe forse superare anche i tanti limiti del sistema attuale. Quando questo sarà capito non solo dalle donne o dalle femministe, ma da tutti, probabilmente avremo davvero fatto un passo importante in avanti, non solo per le donne, ma per tutti”. Se tra qualche mese l’onere del governo dovesse toccare alle attuali opposizioni, la parlamentare individua come prioritario “un impegno da concretizzarsi anche in un quadro normativo, delle università e poi delle scuole per insegnare effettivamente a tutti i ragazzi, ma anche agli operatori futuri, l'educazione al rispetto e alla differenza tra i generi, fare in modo che intanto si capisca che le donne e gli uomini sono diversi, stanno al mondo in una maniera differente e che vanno valorizzate queste differenze, per tentare di costruire non solo un mondo di relazioni più giuste, ma anche un mondo più sano e più in grado di crescere”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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