Roma, 20 ott – “Dietro ai numeri ci sono le persone e le persone che restano, che hanno avuto un lutto profondissimo, insanabile, ma che chiedono giustizia e meritano un'attenzione”. Lo ha detto Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo agli Stati generali della sicurezza sul lavoro, sottolineando l'importanza di dare voce ai familiari delle vittime e di garantire loro un sostegno concreto. Proprio dalle testimonianze di chi ha perso un proprio caro sul lavoro, ha spiegato, è partita la riflessione della Commissione che ha presentato una proposta di legge sul gratuito patrocinio per i familiari delle vittime. “Speriamo che venga votata presto, è stata incardinata ieri alla Camera”, ha aggiunto, rivendicando il provvedimento come “il risultato del lavoro di questi anni”.
Gribaudo ha chiesto che la norma riceva un'attenzione specifica e non venga relegata a un intervento inserito nella legge di bilancio. “Crediamo che meriti un'attenzione speciale, come speciale è stata questa edizione, come speciali sono state le testimonianze di chi ha perso un proprio caro sul lavoro”, ha affermato. Pur riconoscendo che il tema del gratuito patrocinio rientra formalmente nelle competenze della Commissione Giustizia, la presidente ha auspicato anche un contributo del ministero del Lavoro, affinché si arrivi rapidamente a una norma capace di sostenere le famiglie nel percorso per ottenere giustizia.
Nel suo intervento Gribaudo ha affrontato anche il rapporto tra intelligenza artificiale, sicurezza e diritti dei lavoratori, sostenendo la necessità di aggiornare il quadro delle tutele di fronte alla diffusione sempre più pervasiva delle nuove tecnologie. “Riteniamo che sia il momento di affrontare anche in una chiave nuova lo Statuto dei lavoratori”, ha detto, evidenziando come l'intelligenza artificiale stia trasformando il lavoro e il contesto sociale. Per la presidente della Commissione, occorre compiere “uno scatto di qualità” nell'applicazione delle tecnologie alla prevenzione degli infortuni e al contrasto dello sfruttamento.
A questo proposito, Gribaudo ha richiamato il possibile impiego dei droni nei controlli contro il caporalato nei campi: “Non è possibile che nel 2026 non abbiamo della strumentazione come i droni che possono, per esempio, controllare i campi e verificare il contrasto al caporalato”, ha osservato, contrapponendo queste possibilità tecnologiche all'uso dei droni nelle guerre, anche per colpire con precisione le persone. La sfida, ha concluso, deve essere affrontata attraverso la corresponsabilità e il dialogo tra istituzioni, sindacati e parti datoriali: “Altrimenti lo subiremo, lo subiranno soprattutto i lavoratori e le lavoratrici”
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