Sull’epidemia di Ebola Bundibugyo in corso in Africa arriva una notizia di speranza, di nome e di fatto: è stato vaccinato il primo partecipante a Tumaini, lo studio clinico contro questo ceppo di virus per il quale non esiste ancora alcun vaccino approvato. In swahili Tumaini vuol dire appunto “speranza”. A guidare la sperimentazione sono l'Institut National de Recherche Biomédicale della Repubblica Democratica del Congo e l'Università di Anversa, con il ministero della Salute congolese, il sostegno dell'OMS e di Medici Senza Frontiere e il finanziamento del CEPI, il partenariato globale nato nel 2017 per finanziare e coordinare lo sviluppo rapido di vaccini contro le minacce epidemiche e pandemiche. La sperimentazione vaccinale è con la somministrazione di un vaccino già autorizzato contro un altro ceppo di Ebola, per verificare se protegga anche da Bundibugyo; in seguito si aggiungeranno due formulazioni sviluppate appositamente contro questo virus. Lo studio include anche le donne in gravidanza e i minori dai 12 anni, che questo tipo di epidemie colpiscono con particolare durezza. “Chi, come me ha conosciuto Ebola sulla propria pelle, da medico volontario in Sierra Leone nel 2014, e poi da paziente - afferma Fabrizio Pulvirenti, direttore Malattie infettive dell’Ospedale di Gela (Caltanissetta) - sa quanto contino per i malati e per le loro famiglie la paura e l'attesa. Per questo la notizia arriva con sincera commozione e con la speranza che lo studio dia presto uno strumento in più a chi oggi ne ha bisogno per sopravvivere”. Alla data dello scorso 19 ottobre la Repubblica Democratica del Congo contava 9.277 casi confermati e 4.478 decessi, con la regione di Ituri, nel nord-est del Paese, ancora epicentro dell'epidemia. Le autorità sanitarie nigeriane hanno confermato il primo caso assoluto di Ebola ceppo Bundibugyo nel Paese, riaccendendo l’allerta Ebola in Nigeria dopo 12 anni di assenza. Il Kenya ha confermato i primi contagi (almeno 9). Il tasso di letalità si attesta stabilmente intorno al 44-50%, confermando che circa una persona su due colpita dal virus non sopravvive. “Da sopravvissuto a Ebola e da infettivologo – aggiunge Pulvirenti - dico fermiamo in ogni modo l’epidemia in corso in Repubblica Democratica del Congo, allargata a Nigeria e Kenya”. (27 ott – red)
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