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Salute, Murelli (Lega): Inserire test platino-resistenza in percorso diagnosi

Roma, 27 ott - "Il test per diagnosticare il tumore ovarico platino-resistente dovrebbe essere inserito nel percorso diagnostico fin dal momento in cui viene individuato il tumore, così da consentire ai clinici di individuare la terapia più appropriata per ogni paziente". Lo ha detto Elena Murelli, senatrice della Lega, a margine della conferenza stampa "Tumore ovarico platino-resistente, il tempo della diagnosi è tempo di cura" "In Italia ogni anno 5.400 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico e, purtroppo, nel 75-80% dei casi la malattia peggiora. Oggi abbiamo appreso che in circa il 50% delle pazienti il tumore diventa platino-resistente, cioè resistente alle terapie a base di platino", ha spiegato Murelli. Dal 26 giugno 2026, ha ricordato la senatrice, il Servizio sanitario nazionale mette a disposizione una terapia per le donne con tumore platino-resistente. Resta però il problema dell'accesso al test necessario per individuare questa condizione, che non è inserito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e non è quindi direttamente rimborsabile dal Ssn. "I centri di riferimento e i professionisti scientifici cercano di fare in modo che le pazienti possano effettuare il test gratuitamente, ma non sempre è possibile e le donne devono pagarlo". Per Murelli è quindi necessario intervenire per garantire un accesso omogeneo alla diagnosi e alle cure su tutto il territorio nazionale. "Come istituzioni dobbiamo insistere, in coordinamento con i clinici e il mondo scientifico, per creare questo pacchetto di test e definire percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali omogenei, in modo da assicurare equità in tutte le Regioni e dare risposte concrete alle associazioni dei pazienti". Il costo dell'intervento è stimato in 550mila euro da Altems. "Il nostro impegno è lavorare con le colleghe della Camera, dove è incardinato il provvedimento, per inserire questo test nella prossima legge di bilancio e arrivare successivamente a un'uniformità delle linee guida a livello nazionale", ha aggiunto la senatrice, ricordando di aver già presentato un intervento in materia nella legge di bilancio 2026. "Con l'emendamento 64.3 ho inserito i test genomici e genetici, in particolare l'Hrd per il tumore ovarico. Credo fortemente che la genetica, la genomica e questi test possano contribuire a sviluppare sempre più una medicina personalizzata, capace di indirizzare ogni paziente verso il percorso di cura più adatto". (PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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