Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

IL PRESSING DI BIBI: NOI
O I FRATELLI MUSULMANI

IL PRESSING DI BIBI: NOI <br> O I FRATELLI MUSULMANI

Oggi fino alle 21, ora italiana, i cittadini israeliani sono chiamati a rinnovare i 120 seggi della Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico. Circa 7,3 milioni di elettori si stanno esprimendo su quello che è considerato un “referendum” sul premier uscente e leader del Likud, Benjamin Netanyahu, sfidato principalmente da Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore dell’Idf e guida del partito Yashar.

AFFLUENZA ALLE 18 AL 66,7%, NUOVO RECORD

Segna un nuovo record l’affluenza alle urne in Israele: secondo quanto reso noto dalla Commissione elettorale centrale israeliana, alle 18 si attestava al 66,7%, in aumento rispetto al 57,7% registrato alla stessa ora durante le elezioni del 2022. Si tratta del dato di affluenza più alto mai registrato a quest'ora nella storia. 

AFFLUENZA ALLE 16 AL 55,7%, PIÙ ELETTORI A MODIIN, TEL AVIV E GERUSALEMME

Alle 16:00 l’affluenza alle urne in Israele si attestava al 55,7%, in aumento rispetto al 47,5% registrato alla stessa ora nelle elezioni del 2022. Si tratta, come per le precedenti rilevazioni, dell’affluenza più alta mai registrata a quest’ora. Dean Livne, direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale citato dal Times of Israel, afferma che finora hanno votato oltre 4 milioni di elettori. Aggiunge che la grande città con la più alta affluenza alle urne alle ore 16:00 è Modiin, con il 60,7%, seguita da Tel Aviv con il 50,5%, Gerusalemme con il 47,7% e Haifa con il 46,3%. 

AFFLUENZA ALLE 14 AL 44,9%, ANCORA RECORD DAL 1973

Secondo la Commissione elettorale centrale, alle 14:00 l’affluenza alle urne in Israele si attestava al 44,9%, in aumento rispetto al 38,9% registrato alla stessa ora nelle elezioni del 2022. “Abbiamo superato tutti i record registrati dalla Commissione elettorale centrale. Non si registrava un’affluenza alle urne a livello nazionale di questa portata dal 1973”, afferma Dean Livne, direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale, riportato dal Times of Israel. 

YASHAR: NETANYAHU NEL PANICO, SI PREPARA A CONTESTARE ESITO

“Netanyahu è in preda al panico e ha iniziato a inventare storie e a sostenere che le elezioni siano state ‘rubate’. Non è un caso. Sta già preparando il terreno per contestare i risultati elettorali”. È quanto afferma il principale partito di opposizione israeliano, Yashar, in una nota citata dal quotidiano Times of Israel. Secondo il partito guidato dall’ex capo di stato maggiore dell’Idf, Gadi Eisenkot, Netanyahu sta tentando di “minare la fiducia nei risultati elettorali”. Secondo gli esponenti di Yashart, “il margine di oggi deve essere enorme, un vantaggio che non possa essere manipolato”, afferma il partito invitando i suoi sostenitori ad andare a votare. 

BEN GVIR: VOTATE SE VOLETE ISRAELE EBRAICO E SIONISTA

“Ora sta a voi. Se volete che questo Paese rimanga ebraico e sionista, se non volete che finisca nelle mani di Mansour Abbas e Ahmad Tibi, andate a votare”. Lo afferma in un posto sul suo profilo X, Itamar Ben Gvir, il ministro della Sicurezza israeliano, riferendosi rispettivamente al leader del partito a maggioranza araba Ra’am e a un membro della Lista Comune. Ben Gvir esorta così i suoi sostenitori a votare per il partito di estrema destra Otzma Yehudit, cui appartiene, per contrastare l’ “altissimo tasso di affluenza alle urne” nelle comunità arabe. 

AFFLUENZA ALLE 12 AL 31,5%, LA PIÙ ALTA DAL 1973

RIntorno a mezzogiorno l’affluenza alle urne per le elezioni in Israele si attestava al 31,5%, oltre tre punti in più rispetto al 28,4% registrato alla stessa ora del 2022. A riferirlo è la Commissione elettorale. Si tratta dell’affluenza più alta nella stessa fascia oraria dal 1973, anno delle prime elezioni tenutesi dopo la guerra dello Yom Kippur, come notano i principali media israeliani. 

“CHIAMATA DI EMERGENZA” DI NETANYAHU: IN GIOCO IL FUTURO DELLO STATO EBRAICO

È “una chiamata d'emergenza agli elettori del Likud”, quella di Benjamin Netanyahu, premier israeliano uscente, nel giorno delle elezioni in Israele. In una serie di messaggi pubblicati nella mattinata sui suoi profili social, “Bibi” sostiene che si tratti di una “questione vitale” in cui “il futuro del nostro Stato ebraico è in gioco”. Una eventuale vittoria del suo sfidante, Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), per Netanyahu porterebbe a un “governo di Fratelli Musulmani”. Per mobilitare la base del suo partito, il primo ministro uscente cita anche le “percentuali di affluenza più alte del solito nel settore arabo rispetto a un tasso di partecipazione basso degli elettori di destra” e parla di “forze della sinistra” che “stanno assalendo i seggi elettorali”. (mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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