Al momento, di chiaro sul fronte delle elezioni israeliane c’è solo che ben poco risulta chiaro. Lo Stato ebraico si è infatti svegliato con la prospettiva di un futuro prossimo caratterizzato dall’assenza sia di una maggioranza definita che di un governo solido. Di certo, però, l’affluenza ai seggi è stata più che rilevante, toccando la quota del 77.7%. La coalizione uscente, al potere dal 2022, ha effettivamente subito una sconfitta in termini di seggi, passando (al momento in cui è stato scritto questo articolo) da 64 di quattro anni fa a 55. Il dato è delle 7:27 del mattino ora locale, con il 53,7% delle schede scrutinate. Fatto sta però che il blocco di opposizione, guidato da Gadi Eisenkot, ha completamente fallito nella sua scommessa, ottenendo probabilmente un risultato leggermente peggiore con (al momento) 50 seggi, e non riuscendo a spodestare il Likud, e quindi il suo leader Benjamin Netanyahu, dal titolo di partito guida. I restanti 15 seggi sono detenuti insieme dalla Lista Unita, a maggioranza araba, e da Ra'am. I partiti attualmente al di sotto della soglia del 3,25% sono: i riservisti (2,7%), il popolo di Israele (1,8%) e il pubblico charedi (0,3%).
Le elezioni hanno registrato la più alta affluenza alle urne dal 1999, con un aumento particolarmente significativo tra la popolazione araba del Paese, che tradizionalmente ha votato in percentuale inferiore rispetto agli israeliani di origine ebraica. Non poteva ovviamente mancare di far sentire la sua voce il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il quale ha attribuito il suo sostegno a Netanyahu come fattore determinante per il successo, anche se non schiacciante, del premier israeliano per il voto per la Knesset. “Quando il presidente Trump ha appoggiato Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata e ora, anziché una sconfitta decisiva per un grande primo ministro, sembra piuttosto una grande rimonta, una situazione di stallo, o addirittura una VITTORIA per Netanyahu. Tutto ciò è avvenuto DOPO l'appoggio del presidente Trump, che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d'America!” ha scritto The Donald su Truth. L'intero post è scritto sotto forma di citazione, e non è chiaro se Trump stia citando un analista che ha sentito in un notiziario televisivo o se stia parlando di se stesso in terza persona. Parlando con i giornalisti in Texas, il tycoon ha inoltre affermato che “Dai sondaggi d'opinione all'uscita dai seggi, mi sembra che Netanyahu stia andando molto bene. Penso che l'appoggio ricevuto lo abbia aiutato molto”. (28 OTT – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione