“Non nascondo la mia emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla Procura della Repubblica di Roma di svolgere nuove indagini in merito all’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e due novembre del 1975. Come evidenziato oramai da quasi 18 anni la verità giudiziaria che attribuiva la responsabilità esclusiva a Giuseppe Pelosi è stata spazzata via nel corso di questi anni, in particolare dai risultati delle prove scientifiche da noi richieste”. Parole dell’avvocato Stefano Maccioni, a più di mezzo secolo dall’uccisione del poeta e cineasta, tra i più influenti nella cultura italiana del dopoguerra, intellettuale critico verso la società dei consumi e il ‘Palazzo’, termine da lui coniato per indicare il potere. Pasolini fu picchiato e investito con la sua stessa auto. Per il delitto Pino Pelosi, uno di quei “ragazzi di vita” al centro delle opere dello scrittore, reo confesso e unico imputato, fu condannato in primo grado per omicidio volontario in concorso con ignoti. La sentenza d'Appello ne ha riconosciuto la condanna, escludendo però ogni riferimento al concorso con ignoti. Pelosi – che morirà nel 2017 - ritrattò la sua confessione il 7 maggio del 2005, durante una trasmissione tv. “Mi occupo di questa vicenda dal 2009: la speranza ora è di riuscire finalmente a capire cosa accadde quella notte – dice l’avvocato - anche se lo sappiamo in linea di massima dopo l’isolamento di tre dna nel 2015, che ha travolto la verità giudiziaria dell’epoca: ormai è acclarato che non sia stato solo Pelosi. Ma ora vogliamo di più: vogliamo sapere cosa accadde quella notte e perché accadde”.
LA VICENDA. L’avvocato Maccioni già nel marzo del 2009 aveva chiesto la prima riapertura delle indagini, richiedendo in particolare che si procedesse a effettuare le necessarie indagini scientifiche sui reperti conservati presso il Museo criminologico di Roma. Ma soltanto nel marzo del 2010, a seguito di quanto dichiarato dal senatore Marcello Dell’Utri in merito al presunto ritrovamento di un capitolo scomparso dell’opera “Petrolio” di Pasolini, il procedimento veniva effettivamente riaperto. A partire da tale data venivano effettuate numerose attività di indagine. In data 5 febbraio 2015 veniva notificata l’avviso di richiesta di archiviazione. Nei confronti di tale richiesta veniva proposta opposizione e depositata ulteriore memoria. Tuttavia in data 25 maggio 2015 il giudice per le indagini preliminari Maria Agrimi disponeva l’archiviazione del procedimento.
L’IMPEGNO. Dopo l’ordinanza di archiviazione l’avvocato Maccioni svolse una instancabile attività non solo a livello giudiziario ma anche politico, richiedendo più volte l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta. I deputati Serena Pellegrino e Paolo Bolognesi nel 2016 avevano raccolto l’istanza, sostenuta da circa 11 mila firme raccolte attraverso Change.org, presentando due progetti di legge. Tale iniziativa aveva avuto, inoltre, il sostegno del mondo dello spettacolo e della cultura attraverso l’adesione, tra gli altri, di Dario Fo, di Dacia Maraini e Massimo Ranieri che aveva anche interpretato Pasolini nel film “La Macchinazione”. Nel 2023 nuovamente la senatrice Ilaria Cucchi avanzava richiesta per una Commissione parlamentare di inchiesta al Senato, ma senza ottenere il risultato sperato. Successivamente l’avvocato Maccioni continuava la sua opera di sensibilizzazione pubblica partecipando tra l’altro a Pulp Podcast, ottenendo due importanti riconoscimenti per il lavoro svolto prima dal Financial Times nell’agosto del 2024 e l’anno dopo da Le Monde e allestendo uno spettacolo teatrale andato in scena il primo dicembre 2025 al teatro Brancaccio di Roma. “La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa. Confidiamo che la Procura della Repubblica di Roma riesca finalmente, attraverso il sostituto procuratore della Repubblica Silvia Santucci, a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare” ha concluso il legale. (Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)





amministrazione