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direttore Paolo Pagliaro

DdL Coltiva Italia, Naturale (M5S): grido d’aiuto agricoltori non ascoltato

Roma, 4 nov - “Un provvedimento che lascia l’amaro in bocca”. Dopo l’ok definitivo da parte dell’aula di Palazzo Madama al Ddl Coltiva Italia, la senatrice M5S Gisella Naturale non nasconde la sua insoddisfazione, nonostante l’astensione del proprio gruppo sul provvedimento. “Gli agricoltori – sottolinea la pentastellata - non saranno certamente contenti  di vedere che il loro grido d'aiuto non è stato ascoltato, neanche minimamente, in questo disegno di legge che rimanda a tantissimi decreti attuativi. La situazione dei decreti attuativi, come ho denunciato in un mio intervento in Aula, è critica, ce ne sono più di 400 ancora in attesa, quindi questi si aggiungono a tanti altri. Perciò né ‘il come’ né ‘il quando’ è assicurato di questo miliardo che tanto raccontano, che è stato stanziato in questo Coltiva Italia,  ma che nei fatti non cade a terra”. “Per i cerealicoltori – spiega - è una presa in giro la filiera, attenzionata all'articolo 2, in quanto i 10 milioni di credito d'imposta vengono dati alla parte dell'industria. Quindi anche qui un nulla di fatto. Per quanto riguarda l'olivicoltura, altro settore in crisi, si stanziano 300 milioni ma partono i primi 50 dal 2027, quindi per quest'anno niente”. “L'unica cosa che va in linea su quella che è l'idea dell'Europa e di tutti – riconosce la senatrice - è quella di puntare sulla ricerca, sui giovani, e quindi sono state stanziate risorse per quanto riguarda i mutui agevolati, a fondo perduto,  e insomma questa è una parte importante, però sono solo 50 milioni”. Infine, Naturale evidenzia “i danni fatti al mondo dei cercatori di tartufi, che dovranno chiedere il permesso alle aziende faunistiche e venatorie per accedere nei terreni, perché c'è il rischio di imbattersi in cacciatori, quindi il rischio di finire impallinati: sono preoccupata per i cercatori di funghi, di asparagi, per chi vuole andare a fare fotografia: c'è un limite che stanno mettendo alla libertà del comune cittadino”. Insomma, conclude la senatrice, il provvedimento genera “dei danni grandi che derivano dal mancato ascolto dato a chi da troppo tempo sta urlando”.  (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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