Roma, 4 nov – “Confcommercio è un asset strategico del sistema produttivo italiano e il governo lo considera come un interlocutore privilegiato per comprendere come portare avanti buone politiche. In ragione di questo, tante cose sono state fatte dall’inizio della legislatura e certamente non abbiamo dato spazio, invece, a un’opposizione che parla soltanto di reddito di cittadinanza, ritorno del reddito di cittadinanza e salario minimo”. Lo ha sottolineato Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, a margine dell’“Expo delle competenze – Le professioni che fanno crescere le imprese”, convegno promosso da Confcommercio Professioni, in corso presso la sede nazionale di Confcommercio, a Roma. “Le nostre politiche puntano sul lavoro, sull’incentivare l’ingresso nel mondo del lavoro, sul qualificare sempre di più i nostri professionisti e anche le competenze all’interno del mondo del lavoro, e su questo abbiamo convogliato le maggiori risorse economiche per puntare quindi su un lavoro che sia sempre di più e per tutti”, ha aggiunto. “Questo, ovviamente, è un paradigma totalmente diverso da quello di una sinistra che continua a portare avanti politiche meramente assistenzialiste e che promette, per la prossima legislatura, agli italiani di reinserire il reddito di cittadinanza o di attuare il salario minimo, che abbiamo visto fallire come iniziativa. L’abbiamo visto anche quando l’ha fatto la Grecia, che in realtà, introducendo il salario minimo, ha ridotto del 30% gli stipendi dei lavoratori”, ha proseguito Bellucci. “Anche in questa legge di bilancio abbiamo puntato a dare stabilità a iniziative che hanno dato frutti importanti, come la riduzione della tassazione sui premi di produttività, come l’inserimento della tassazione agevolata al 5% sui rinnovi contrattuali, ma anche come il sostegno e continuità alla ZES unica e quindi agli incentivi, in particolare per l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani, donne e lavoratori più fragili”, ha spiegato. “Abbiamo anche puntato a far rimanere più soldi nelle tasche di chi lavora, perché lavorare deve convenire, ed è anche questa la politica del governo Meloni. Per questo abbiamo fatto un passo ulteriore rispetto all’IRPEF: abbiamo applicato il 33% fino a 55.000 euro, mentre nella passata legge di bilancio era di 50.000 euro. Abbiamo reso da tempo strutturale il cuneo fiscale, e questo significa aver messo nelle tasche dei lavoratori più di 20 miliardi di euro”, ha sottolineato il viceministro. “Queste sono alcune iniziative che abbiamo portato avanti insieme al governare la transizione tecnologica e digitale, soprattutto sul fronte delle competenze. E qui gli investimenti fatti sul programma GOL, oltre 4 miliardi di euro che hanno portato all’accompagnamento, soprattutto dei giovani, per quanto riguarda una popolazione di 4 milioni di persone, ma anche sul Fondo Nuove Competenze, che nell’ultimo stanziamento ha visto 1,36 miliardi per dare maggiori competenze, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Perché per aumentare la produttività e mantenere sempre al centro l’uomo delle iniziative lavorative, c’è bisogno di saper gestire queste nuove tecnologie e soprattutto di qualificare sempre di più chi lavora o chi si affaccia al mondo del lavoro”, ha affermato Bellucci. “E anche su questo, ovviamente, abbiamo dato spazio ai professionisti, anche ai professionisti non ordinistici, cioè associativi, rendendo strutturale l’ISCRO, ma anche inserendo nei percorsi di formazione i beneficiari dell’ISCRO attraverso la piattaforma SIISL, che abbiamo strutturato, soprattutto per quelle misure come l’assegno di inclusione o il supporto alla formazione al lavoro”, ha detto ancora. “Il governo veramente non ha fatto mancare tante risposte in questi quattro anni. Continueremo a portarle avanti fino a fine legislatura, consapevoli che il progresso, la produttività, il benessere della cittadinanza passano per il lavoro e che le politiche sociali devono essere soprattutto politiche di incentivazione del lavoro. E i record che abbiamo raggiunto con il 63% di occupati e con il record storico di disoccupazione ci dicono che quello che abbiamo fatto funziona e quindi vogliamo continuare a farlo”, ha concluso. (lug)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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