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direttore Paolo Pagliaro

PENSIONI, STIMA 94MILA
USCITE AGEVOLATE

PENSIONI, STIMA 94MILA <br> USCITE AGEVOLATE

Fino a 94mila lavoratori potrebbero beneficiare nel 2027 delle misure di accompagnamento all'uscita dal mercato del lavoro finanziate dal nuovo fondo previsto dalla legge di bilancio, qualora l'intera dotazione annuale fosse destinata a trattamenti di 1.500 euro mensili per sei mesi. Con un sostegno di 2.000 euro mensili, sempre per sei mesi, la platea potenziale sarebbe di circa 70.800 persone. È quanto emerge da una simulazione del Centro studi Unimpresa sull'articolo 52 del disegno di legge di bilancio 2027, che istituisce un fondo di 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029, per complessivi 2,55 miliardi di euro. Con un sostegno di 1.500 euro mensili per dodici mesi, la dotazione consentirebbe di finanziare circa 47.200 beneficiari; con 2.000 euro mensili per l'intero anno, il numero scenderebbe a 35.400. Nell'ipotesi intermedia di un trattamento di 1.800 euro mensili per sei mesi, il fondo potrebbe raggiungere circa 78.700 lavoratori. Si tratta di simulazioni finanziarie che non rappresentano una previsione ufficiale di accessi né una stima della platea avente diritto. Il calcolo assume dodici mensilità annue e nessun costo amministrativo aggiuntivo. La norma non definisce ancora i requisiti di accesso, le età pensionabili, l'importo dei trattamenti o la durata del sostegno, rinviando a un successivo provvedimento legislativo. Le risorse potranno finanziare anche misure destinate a soggetti in difficoltà e interventi in materia di ammortizzatori sociali. La disponibilità di un finanziamento triennale consente comunque di programmare interventi pluriennali, con l'obiettivo di accompagnare la transizione verso il pensionamento e favorire una gestione più graduale delle uscite dal lavoro. «La scelta di destinare 2,55 miliardi di euro nel prossimo triennio alla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro rappresenta un segnale importante di attenzione verso una questione che riguarda migliaia di lavoratori e il funzionamento complessivo del nostro sistema produttivo. È un'opportunità significativa per il ricambio generazionale nelle imprese. Il valore dell'intervento, infatti, non risiede soltanto nelle risorse stanziate, ma nella possibilità di costruire percorsi di accompagnamento alla pensione più graduali e sostenibili, tenendo conto delle diverse condizioni professionali e personali. Le nostre simulazioni mostrano che, con un sostegno di 1.500 euro mensili per sei mesi, il fondo potrebbe raggiungere fino a 94mila persone nel 2027. Naturalmente si tratta di una capacità finanziaria teorica, che dovrà essere confrontata con i requisiti della futura disciplina. Per le imprese, e in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni, strumenti di questo tipo possono offrire un'opportunità per programmare il ricambio generazionale, trasferire competenze e favorire l'ingresso di nuove professionalità. È importante che le misure siano definite con regole semplici, tempi certi e criteri trasparenti. La flessibilità previdenziale può diventare uno strumento utile tanto per i lavoratori quanto per le aziende, purché sia accompagnata da una valutazione attenta dei costi e degli effetti nel medio periodo. Il fatto che le risorse siano previste per tre esercizi consecutivi costituisce una base di programmazione sulla quale sarà possibile costruire interventi mirati, evitando soluzioni temporanee e difficilmente gestibili» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. Secondo il Centro studi di Unimpresa, la legge di bilancio 2027 introduce uno stanziamento specifico per sostenere nuove forme di uscita dal mercato del lavoro. Il fondo, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dispone di 850 milioni di euro per ciascuno dei tre esercizi compresi tra il 2027 e il 2029. La dotazione complessiva ammonta quindi a 2,55 miliardi di euro, con una distribuzione uniforme delle risorse nel triennio. L'intervento è destinato a finanziare misure che dovranno essere disciplinate con un successivo provvedimento legislativo e che potranno riguardare anche lavoratori in condizioni di difficoltà e strumenti di protezione del reddito. (5 nov - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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