Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Media, allarme Grippo: Giornalismo e democrazia rischiano di morire

Roma, 5 nov - "Il giornalismo potrebbe da qui a pochissimo morire. E con lui potrebbe morire la libertà di parlare, con lui potrebbe morire la democrazia". È l'allarme lanciato da Valentina Grippo, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, intervenendo all'evento "Chi possiede i media in Europa?", durante il quale ha presentato la Risoluzione 2675 e la Raccomandazione 2313 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, di cui è relatrice. Il 30 settembre, ha ricordato, la risoluzione è stata approvata all'unanimità, con il voto di tutte le forze politiche e dei parlamentari presenti. Grippo ha indicato cinque principali minacce al pluralismo e all'indipendenza dell'informazione: i deserti informativi, con intere aree prive di giornali locali; la concentrazione della proprietà dei media, con grandi gruppi che acquisiscono testate territoriali; le ingerenze della politica, attraverso la distribuzione delle risorse e della pubblicità; l'impatto dell'intelligenza artificiale, che rischia di compromettere l'accesso a un'informazione libera e di sostituire i giornalisti; infine, le minacce alla sicurezza fisica e morale degli operatori dell'informazione. "Dal sindaco al presidente di Regione al presidente del Consiglio, si decide di distribuire la pubblicità, di dare le risorse come si crede e piano piano si addomestica l'informazione", ha denunciato Grippo, sottolineando come il controllo economico possa diventare uno strumento di condizionamento dell'autonomia editoriale. Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione italiana, indicata nel rapporto come uno dei Paesi in cui la tutela dei giornalisti presenta maggiori criticità. "L'Italia è al primo posto fra i Paesi europei in quanto a numero di querele temerarie", ha affermato Grippo, riferendosi alle cosiddette SLAPP, le azioni legali strategiche utilizzate per intimidire chi svolge attività giornalistica e limitarne la libertà di espressione. "Ci impone a tutti noi di legiferare, a partire dall'Italia, affinché tutte queste problematiche vengano superate", ha concluso, richiamando la necessità di interventi per contrastare le concentrazioni proprietarie, le pressioni politiche e le intimidazioni giudiziarie e garantire il pluralismo e l'indipendenza dei media.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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