(3 ott) Il mondo del calcio è in subbuglio per il tweet con cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ipotizzato di far pagare ai club gli straordinari degli agenti impegnati a far rispettare l’ordine pubblico durante gli incontri. Misura contenuta anche nel dl su cui il governo ha preso la fiducia ieri alla Camera. Di certo c’è che solo un italiano su cinque (il 20,7%) ritiene che lo stadio sia un luogo reso più sicuro grazie alle recenti normative e alla presenza delle Forze dell’ordine. Secondo le ultime rilevazioni dell’Eurispes (gennaio 2014) la maggior parte degli intervistati, il 60,7%, ritiene, invece, lo stadio un posto pericoloso dove è meglio non portare i bambini: troppo grande il rischio di scontri tra tifoserie. Un altro 18,6% non sa o preferisce non rispondere. “Questi numeri – sottolinea il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – confermano che nel nostro Paese, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa dove le leggi applicate hanno dato ottimi risultati, siamo ben lontani da una cultura sportiva, o meglio ancora calcistica che vede nell’incontro tra squadre allo stadio un momento di divertimento e di spettacolo. In Italia prevalgono piuttosto la paura e l’insicurezza su ciò che può avvenire prima, durante e dopo la gara. Le società di calcio contribuiscono in maniera forte a rimpinguare le casse dello Stato, oltre a garantire attraverso gli steward la sicurezza all’interno degli stadi. Dev’essere lo Stato a tutelare i cittadini all’esterno e per farlo occorrono leggi severe e regole certe, quelle stesse leggi che sono state applicate negli altri Stati europei. Non a caso in Inghilterra, come in Germania, in Spagna come in Francia, si vive il calcio in maniera diversa, più sicura e allo stesso tempo anche più spettacolare". (Red)
http://www.eurispes.eu/content/eurispes-calcio-e-sicurezza-negli-stadi-hanno-ragione-coni-e-figc
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione