(13 ott) Tra il 2003 e il 2012 il numero delle medie imprese è diminuito di 535 unità. Tale variazione rappresenta il saldo tra 3556 ingressi e 4091 uscite che hanno generato un tasso di turnover (rapporto tra movimenti complessivi e consistenza di inizio periodo) pari al 191,3% riconducibile, per lo più, ad una forte turbolenza verificatasi attorno alle soglie inferiori di fatturato e dipendenti (5993 imprese ovvero il 90,4% dei movimenti totali). È quanto emerge dall'indagine annuale sulle medie imprese industriali italiane (tredicesima edizione) condotta dal Centro Studi di Unioncamere e dall’Ufficio Studi di Mediobanca. Nel decennio 637 imprese hanno, invece, varcato le soglie dimensionali superiori accedendo all’area delle società medio-grandi. Si segnala altresì che, circa il saldo prodotto da cause indipendenti dalle soglie dimensionali, le liquidazioni e le cessazioni dovute a procedure concorsuali sono state alla base del 52,9% dei deflussi rappresentando, nel decennio, un fenomeno ampiamente superiore rispetto a quello di segno opposto espresso dalle nuove costituzioni (-450 contro +126). Le operazioni di aggregazione hanno inciso sulla crescita dimensionale in misura marginale (0,6% delle imprese in ciascun anno). (Red)
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