(20 mar) Nel 2012 sono 8.067 (il 99,7% dei comuni italiani) i comuni serviti dalla rete di distribuzione dell’acqua potabile, che copre interamente o in parte i bisogni idrici della popolazione. I comuni totalmente sprovvisti della rete di distribuzione sono 25, vi risiedono 114.561 persone, pari allo 0,2% della popolazione totale. In questi comuni, che si trovano in Lombardia (12), Veneto (8) e Friuli-Venezia Giulia (5), la popolazione ha frequentemente forme autonome di autoapprovvigionamento (ad esempio pozzi privati). I comuni in cui è presente la rete fognaria pubblica, che serve interamente o in parte la popolazione presente, sono 8.049 (il 99,5% del totale). I 43 comuni sprovvisti si trovano in Sicilia (26), Puglia (5), Campania (4), Veneto (4) e Friuli Venezia Giulia (4), vi risiedono poco meno di 500 mila persone (0,8% della popolazione totale). Si tratta frequentemente di situazioni in cui la rete fognaria esiste, ma non è stata ancora messa in esercizio. In questi casi ogni edificio è dotato di sistemi autonomi di smaltimento dei reflui (ad esempio, pozzi a tenuta, pozzi perdenti, fosse settiche). I comuni in cui nel 2012 è attivo il servizio di depurazione sono 7.550. In 542 comuni, in cui risiedono circa 2,3 milioni di persone (3,8% della popolazione totale), tale servizio è assente: i reflui urbani non sono collettati in un depuratore in esercizio. Le situazioni di maggiore criticità si registrano in Sicilia, dove i comuni senza depurazione sono 95 (vi risiede il 17,9% della popolazione regionale), in Calabria, con 73 comuni (l’8,9% dei residenti), e in Campania, con 87 comuni (7,1% dei residenti).
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