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L’artista Lorenzo Marini trasforma le lettere in arte da indossare e conquista la Fashion Week

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L’artista Lorenzo Marini trasforma le lettere in arte da indossare e conquista la Fashion Week

New York - La lettera nasce per essere letta. Lorenzo Marini, artista italiano e fondatore di TypeArt, sceglie invece di farla guardare, attraversare e vivere. Dopo averla trasformata in segno, immagine, opera e spazio, l’artista italiano porta ora la sua ricerca nel mondo della moda, dove l’alfabeto diventa materia, movimento e corpo. In occasione della New York Fashion Week 2026, Marini ha presentato venerdì 11 settembre TypeArt, il progetto che traduce il suo universo artistico in una collezione di 21 abiti in seta, uno per ciascuna delle 21 lettere dell’alfabeto protagonista della ricerca. Non una collezione fashion nel senso tradizionale del termine, ma 21 opere autonome e indossabili, nelle quali la lettera perde definitivamente la propria funzione linguistica per affermarsi come forma visiva. Geometrie, colori, ritmi e frammenti tipografici si compongono sulla seta e, una volta portati sul corpo, acquistano una nuova dimensione, quella del movimento. È proprio nel passaggio dalla superficie al corpo che si concentra il significato più profondo del progetto. La tela diventa tessuto, il quadro diventa abito, il corpo diventa spazio espositivo. L’opera non è più immobile davanti allo spettatore, ma cammina, cambia prospettiva, occupa lo spazio e si trasforma insieme a chi la indossa. “Non penso alla moda come a un punto di arrivo. Per me è un nuovo spazio espositivo - racconta Lorenzo Marini - La lettera è nata per essere letta, ma può anche essere guardata. Dopo essere diventata opera, spazio e architettura visiva, oggi arriva sul corpo. E quando il corpo si muove, anche l’opera comincia a muoversi”. La scelta di New York assume, in questo percorso, un valore particolare. È una città costruita sul linguaggio dei segni: insegne, manifesti, loghi, lettering, immagini e messaggi fanno parte del suo paesaggio quotidiano. Portare qui TypeArt significa mettere in dialogo una ricerca nata dalla cultura visiva italiana con una delle capitali mondiali della comunicazione, della moda e della creatività contemporanea. Il progetto segna così un ulteriore passaggio nella ricerca di Marini, che da anni indaga la lettera come elemento autonomo rispetto alla parola. In TypeArt l’alfabeto non serve più a costruire un messaggio da leggere, ma diventa un vocabolario visivo attraverso il quale creare immagini, superfici, composizioni e spazi. Lettera, segno, immagine, opera, spazio, corpo: una progressione che trova nella passerella il suo naturale sviluppo performativo. La seta diventa infatti una tela mobile e l’abito un dispositivo attraverso il quale l’opera entra nello spazio. Ogni movimento modifica la percezione delle forme, ogni corpo ne restituisce una lettura diversa. La moda diventa così un nuovo medium attraverso cui l’arte può essere osservata non soltanto frontalmente, ma nel suo accadere. (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
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