New York - A oltre ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il perseguimento dei crimini di guerra commessi in Italia durante l’occupazione nazifascista continua a sollevare questioni fondamentali per la giustizia, la memoria storica e la tutela dei diritti umani. Il magistrato Marco De Paolis ripercorrerà in una conferenza organizzata il 6 novembre alle 18 all’Istituto italiano di cultura di New York l’esperienza della giustizia militare italiana negli ultimi vent’anni, soffermandosi sull’evoluzione della giurisprudenza, sul ruolo delle vittime e sul significato dei processi celebrati a distanza di decenni dai fatti, alla luce dei principi del diritto umanitario contemporaneo. Negli ultimi vent’anni, in Italia sono stati celebrati numerosi processi per i crimini di guerra commessi dalle forze naziste e fasciste durante la Seconda guerra mondiale ai danni della popolazione civile e dei militari italiani internati e prigionieri di guerra. Nel corso dell’incontro, De Paolis analizzerà le principali tappe di questa complessa esperienza giudiziaria; particolare attenzione sarà dedicata al principio dell’imprescrittibilità di tali crimini, all’obbligatorietà dell’azione penale e al dovere di non eseguire ordini manifestamente criminosi. Un ulteriore tema centrale sarà il ruolo delle vittime e dei loro familiari nei procedimenti penali, alla luce degli sviluppi della giurisprudenza nazionale e internazionale e del progressivo riconoscimento della loro partecipazione ai percorsi di accertamento della verità e di affermazione della giustizia. La conferenza si concluderà con un’analisi del fenomeno della cosiddetta giustizia tardiva: che cosa significa celebrare un processo penale a oltre sessant’anni dai fatti? (9colonne)
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