Quito - L’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e l’Istituto italo-latino americano hanno rinnovato per i prossimi quattro anni l’accordo quadro di collaborazione dedicato alla formazione specialistica e alla cooperazione sanitaria pediatrica nei Paesi dell’America Latina. L’intesa è stata sottoscritta il 16 settembre nella sede del Gianicolo dell’Ospedale della Santa Sede, dal presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù Tiziano Onesti e dal segretario generale dell’Iila Giorgio Silli. Il rinnovo consolida una collaborazione avviata da circa vent’anni e rilanciata con l’accordo del 2020. Un percorso fondato sulla condivisione delle competenze cliniche e scientifiche, sulla formazione del personale sanitario e sul rafforzamento delle reti assistenziali pediatriche nei Paesi partner. “Per l’Iila, il Bambino Gesù rappresenta un partner di straordinario valore, con cui vogliamo continuare a portare nei Paesi dell’America Latina non soltanto l’eccellenza della sanità pediatrica italiana - ha dichiarato Silli - ma soprattutto conoscenze e strumenti che possano rafforzare nel tempo i sistemi sanitari locali”. Con il rinnovo dell’accordo, ha affermato Onesti, “confermiamo una scelta di responsabilità e di visione: mettere le nostre competenze al servizio dei bambini e degli operatori sanitari dell’America Latina. La formazione è uno strumento essenziale di cooperazione, perché consente di generare conoscenza, autonomia e migliori opportunità di cura là dove sono più necessarie. Nei prossimi anni intendiamo rafforzare ulteriormente questo impegno, coinvolgendo non solo i professionisti della salute, ma anche le famiglie e le comunità, decisive per accompagnare una crescita sana ed equilibrata dei bambini”. Dal 2020 a oggi, sono stati realizzati un programma di alta formazione in Chirurgia dell’epilessia rivolto al personale sanitario del Paraguay e un progetto di risposta all’emergenza COVID-19 a sostegno di Paraguay, El Salvador ed Ecuador. Successivamente, in El Salvador e in Ecuador sono stati sviluppati programmi formativi in Cardiochirurgia pediatrica, rispettivamente presso l’Hospital de Niños Benjamín Bloom di San Salvador e il Baca Ortiz Pediatric Hospital di Quito. Ulteriori percorsi specialistici sono stati realizzati presso l’Hospital del Niño di Panama, nell’ambito della Chirurgia dell’Epilessia, e presso l’Hospital de Apoyo II di Sullana, in Perù, con un programma multidisciplinare che ha coinvolto Infettivologia, Oncoematologia, Neonatologia, Terapia intensiva, Chirurgia generale e Chirurgia neonatale. “Questo rinnovo – ha aggiunto Silli – vuole tradursi in un impegno a fare di più: più formazione, più scambio di competenze, più cooperazione e, soprattutto, più opportunità di cura per i bambini e sostegno alle loro famiglie”. Il nuovo ciclo di collaborazione guarda infatti anche alla prevenzione e alla divulgazione scientifica più ampia. È stato avviato il programma Ospedale Pediatrico Bambino Gesù–IILA in lingua spagnola dedicato alla diffusione delle più aggiornate evidenze scientifiche sul valore dei primi mille giorni di vita: un periodo decisivo per lo sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo e per la prevenzione delle malattie lungo tutto l’arco dell’esistenza. Il programma si rivolge non soltanto agli operatori sanitari, ma anche a famiglie e insegnanti. Una prima importante attività del programma si è svolta a Panama nel giugno 2026, nell’ambito della missione realizzata dall’Ospedale insieme a IILA, con una conferenza e un workshop dedicati ai primi 1000 giorni di vita del bambino e con il coinvolgimento di professionisti sanitari e istituzioni panamensi. Sono stati realizzati contenuti formativi e divulgativi che, tramite lezioni e materiali digitali, saranno messi a disposizione di un pubblico più ampio nei Paesi dell’area latinoamericana attraverso la piattaforma di formazione a distanza del Bambino Gesù MedTraining. Nell’autunno 2026 prenderà inoltre avvio un programma di formazione in Neuropsichiatria infantile, articolato in attività a distanza e percorsi in presenza presso il Bambino Gesù. L’iniziativa sarà dedicata alla prevenzione e alla gestione del rischio suicidario in età evolutiva e coinvolgerà professionisti provenienti da Argentina, Bolivia e Cile. “Le sfide che abbiamo di fronte – ha concluso Onesti – richiedono collaborazione, competenze e una visione comune. Nessuna istituzione può affrontarle da sola. Solo attraverso il lavoro condiviso tra governi, ospedali, organizzazioni internazionali e professionisti della salute possiamo costruire risposte efficaci, stabili e capaci di produrre valore per le nuove generazioni”. (9colonne)
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