Intervistata da Giorno, Carlino e Nazione, Letizia Moratti afferma che sulla sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia “C'è un'interlocuzione aperta” con i vertici del Pd. “Non è un'interlocuzione facile, ma siamo tutti davanti alla responsabilità di capire che lo scenario politico è cambiato e dobbiamo uscire dagli schemi che guardano al passato”. “Siamo di fronte a sfide epocali, con la necessità di costruire una società in crescita ma che cresca rispettando la sostenibilità ambientale e sociale. Siamo di fronte a problemi che riguardano la povertà energetica ed educativa, le fragilità degli anziani. E a questo che dobbiamo guardare. Le ideologie non possono più avere spazio, la gente ha bisogno di risposte concrete. Per questo la mia candidatura ha una forte connotazione civica. La mia storia e la mia collocazione sono quelle di chi si ritrova nei valori liberali, popolari, nei valori della dottrina sociale della Chiesa, con una forte attenzione alle tematiche sociali. La mia scelta è stata avere una lista civica, appoggiata dal Terzo Polo, alla quale si stanno aggregando formazioni d'estrazione diversa. Contro una destra che alza muri, dobbiamo costruire ponti”. “Per me è importante dare un contributo per intercettare, attraverso il dialogo sul territorio, le esigenze dei lombardi: mi ha spinto alla candidatura la consapevolezza che il programma del centrodestra, che in realtà è ormai solo una destra, è molto migliorabile. Per questo ho iniziato a lavorare a un programma denso e aperto a tutti i contributi, compresi quelli identitari per il centrosinistra. lo andrò avanti comunque perché sono certa di poter dare un contributo alla regione che amo”. Dal palco della manifestazione pro-Ucraina ha lanciato la proposta di un'alleanza ampia per i diritti di tutti. Si è pentita di non aver mai concesso il patrocinio al Gay Pride quando era sindaca di Milano? “Sì, mi sono pentita. In quella fase ho dato retta alla parte più conservatrice della mia maggioranza. Mi sono molto soffermata su quanto ha fatto Trudeau in Canada: lui ha colto quelle istanze e ha impedito che diventassero divisive”. (11 NOV - RED)
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